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venerdì, Dicembre 3, 2021

Sant’Anastasia. neAnastasis denuncia: “Consiglio comunale poco autorevole, subalterno e intimidito”

In una lettera rivolta al Presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri, neAnastasis fa rilevare i silenzi per gli attacchi subiti dall’associazione ad opera del sindaco, nell’ultimo consiglio comunale.

Egregio Presidente,

nel Consiglio Comunale dell’8 agosto si è consumata una delle pagine più buie della storia della vita politica di Sant’Anastasia.Nel Consiglio Comunale, la massima assemblea della vita pubblica e politica del paese, si sono verificati fatti che dovrebbero turbare profondamente lo spirito di coloro che anelano alla libertà e alla democrazia.
In primis, l’accesso al consiglio comunale è avvenuto con l’identificazione dei cittadini senza che vi fossero condizioni di ordine pubblico tali da giustificare una simile scelta, seppure in via preventiva. Anche se tale modalità è stata dettata da organi sovra comunali sicuramente non è scevra da indicazioni precise da parte del sindaco.

La polizia fatta accorrere dal sindaco doveva servire a contenere qualche spirito bollente. In realtà, se c’era qualche esagitato in sala era proprio il sindaco che con il suo comportamento ha mortificato le regole più elementari della democrazia e del vivere civile.

L’evento che denunciamo con maggiore sdegno è stata l’invettiva del sindaco nei confronti di membri di neAnastasis presenti in sala per assistere al consiglio comunale. Non è la prima volta che in assemblee pubbliche, incluso i consigli comunali, il Sindaco addita la nostra associazione di accuse ingiuriose sapendo che non è possibile neppure un contraddittorio. L’altro giorno però si è toccato l’apice dell’arroganza e della violenza verbale del nostro sindaco quando è arrivato a indicare la nostra associazione fomentatrice del clima di tensione nel paese sulla questione dell’isola ecologica e responsabile di qualunque atto di violenza che potesse avvenire nei suoi confronti.

Abbiamo finora evitato di rivolgerci ad organi sovra comunali ma questa volta saremo costretti a farlo tanto è stato grave il comportamento del sindaco.
Sulla realizzazione dell’isola ecologica stiamo da mesi denunciando, alla luce del sole, il clima di illegalità che ammanta l’intera vicenda. Per chiarire la nostra posizione basta ricordare che quando il sindaco Pone individuò l’area nel Boschetto esprimemmo delle critiche perché l’area ci sembrava non la migliore.

Quando ci fu detto però che si trattava dell’unica area comunale (cosa rivelatasi poi falsa) accettammo quella proposta e sfuggimmo dalla proposta del sig. Rea che ci contattò per animare una protesta (malgrado membri della nostra associazione abitassero a poche decine di metri da quel sito).
Non abbiamo mai detto che l’isola ecologica sia un impianto pericoloso (seppure è poco felice la scelta di collocarlo accanto ad una scuola). Da mesi stiamo scrivendo lettere pubbliche in cui chiediamo al sindaco di fugare i nostri dubbi sulla sua scelta del nuovo sito perché dagli atti pubblici (delibere e comunicazioni del sindaco) notiamo evidenti contraddizioni che paventano la violazione della trasparenza e della legalità. Le risposte da parte del sindaco: nessuna. Le provocazioni e le ingiurie per distogliere l’attenzione dalla vera questione: tante.

Abbiamo più volte chiesto al sindaco di abbassare i toni perché sempre più preoccupati della spaccatura creatasi nel paese tra gli “indigeni” e gli “immigrati” (come riportato in un recente manifesto a firma di un fantomatico “Popolo di Sant’Anastasia”). Abbiamo altresì chiesto a più riprese un vero tavolo di discussione per fare chiarezza sull’intera vicenda. Il sindaco tace o tenta di sviare il discorso sulla sicurezza dell’isola ecologica.

Sappiamo che il regolamento del Consiglio Comunale non permette ai cittadini di prendere la parola ma crediamo che a nessun membro del consiglio dovrebbe essere consentito di esprimersi nei termini e nei contenuti che ha usato il primo cittadino nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

La cosa che ulteriormente ci ha rammaricato è stato il silenzio tombale dell’intera assemblea comunale. Ci saremmo aspettato che almeno Lei, in qualità di garante dell’ortodossia dei lavori del consiglio, fosse intervenuto per stigmatizzare il comportamento del sindaco. Abbiamo, però, notato con quanta farisaica solerzia, pochi istanti prima, aveva voluto applicare (in modo forse errato) il regolamento sulle modalità di svolgimento delle interrogazione e delle interpellanze.
Il suo comportamento ci ha profondamente deluso: ha messo in luce la sua scarsa autorevolezza ed evidenziato la sua condizione di subalternità.

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