Ai domiciliari per associazione a delinquere il manager Corcione, l’imprenditore farmaceutico Petrone ed altre quattro persone.
Sei ordinanze agli arresti domiciliari sono state eseguite dai Carabinieri del Nas in un’inchiesta su presunti illeciti nella fornitura di prodotti farmaceutici agli ospedali napoletani.
Nell’inchiesta, coordinata dal pm Alfonso D’Avino, sono contestati i reati di associazione per delinquere, falso e turbativa d’asta. Ai domiciliari, fra gli altri, l’imprenditore farmaceutico Massimo Petrone vicepresidente vicario di Confcommercio Napoli, e il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera della Seconda Università di Napoli, Pasquale Corcione.
Dalle indagini è emerso che la società Biotest Italia srl ed alcuni componenti del gruppo imprenditoriale che fa capo a Petrone avevano stretto un "patto di fedeltà" che aveva di mira il controllo illegale delle forniture di prodotti farmaceutici in Campania ed in altre regioni. Dall’inchiesta emerge che persino un cestino di creme solari venne offerto all’ex direttore di So.Re.Sa. Francesco Tancredi in cambio di un aiuto nell’aggiudicazione degli appalti. Come sottolinea il procuratore aggiunto, un contributo deciso alle indagini è giunto dalle intercettazioni telefoniche e ambientali.
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