La comunità e l’amministrazione comunale locale festeggiano la nonnina che ha catturato l’attenzione di tutti per la sua lucidità e simpatia.
Longevità, dal latino "longaevus", composto da "longus", lungo e "aevum", età, vuol dire capacità di durare a lungo nel tempo. Indica, inoltre, chi vive più a lungo rispetto alla media degli altri individui della sua specie. La vita è come un racconto.
Molti affermano che non conti la sua lunghezza, ma l’importanza. L’eccezione alla regola è quando si ha il dono di viverla pienamente, superando la sensazione che sia stata troppo breve in relazione ai progetti fatti. Così si scrive un racconto più entusiasmante e lungo, che ha oltrepassato di gran lunga le proprie aspettative. Questo è ciò che ci ha trasmesso la nonnina che la scorsa domenica di novembre ha compiuto ben 100 anni. Da Pasquale e Santina Piccolo nasce Concetta Romano nel lontano 9 novembre del 1914 a Pomigliano d’Arco. Nel 1937 sposa Pasquale Russo e si trasferisce a Volla. Con lui lavora per tutta una vita nei campi e concepisce tre figli. Nonna Concetta ci racconta di una vita ricca di eventi, che, nonostante le difficoltà fisiologiche, hanno lasciato in lei tanti ricordi.
Vanta e racconta la vita di una serena e fortunata famiglia. Sembra il capo di una grossa società, composta dai tre figli, otto nipoti e rispettivi coniugi, e dieci pronipoti. Autorevole, ma mai autoritaria, la nonnina richiama tutti all’ordine e all’attenzione, caratteristica, quest’ultima delle creature di altri tempi. Lucida, vispa e con un’acuta intelligenza, la nonnina risponde a tutte le nostre domande, mostrando ogni tanto anche un pizzico di umorismo, che la rende molto simpatica. Incantevoli i suoi modi di dire, richiamando l’abbinamento agli eventi. Ad esempio, per nonna Concetta, non siamo entrati nell’”Unione Europea”, ma per quella occasione ha usato la divertente frase: “Quando ci hanno cambiato i soldi”.
Difficoltà, stenti, gioie, dolori, avventure si leggevano sulle rughe centenarie del suo viso. A cavallo di due ere, di due guerre, forse tre, tutto segnato e raccontato dai suoi due abbaglianti occhietti.
I festeggiamenti per questo secolare evento, sono durati giorni. Domenica la signora Concetta, insieme a tutta la sua numerosa famiglia ed alla comunità, ha iniziato in chiesa con la celebrazione e la benedizione di padre Federico Saporito. Alla funzione religiosa hanno partecipato anche il sindaco di Volla, Angelo Guadagno, e il vicesindaco Simona Mauriello. Come tradizione vuole per ogni evento importante o traguardo storico, il tutto è convogliato in un legittimo banchetto.
Martedì pomeriggio, invece, a casa della signora, c’è stato il rito ufficiale al quale hanno partecipato le massime autorità civili e militari del paese, onorando questo meraviglioso evento.
“Nonna Concetta” ha ricevuto la targa ricordo dal primo cittadino di Volla e un omaggio floreale dall’assessore Mauriello. E proprio qui che la secolare dama non si è smentita. Ha tenuto testa al sindaco, emozionato e disarmato davanti a tanta saggezza, con vari battibecchi, e scambi di battute. Poi, come una modella, si è concessa a tutte le foto e a tutti i rituali.
Ha spento le candeline, tagliato la torta e ha sollevato in alto, ma non troppo, il calice dello spumante a testimoniare, dopo gli ormai lontani “enti e enta”, e i tanti “anta”, gli straordinari e rarissimi “(c)ento”. A chiunque le faceva gli auguri, lei ricambiava con affetto. Tutti i presenti alla cerimonia accettavano con piacere le sue benedizioni. Concetta non ci ha rivelato chissà quali segreti per questa sua longevità e per questo suo inaspettato traguardo: “Tanto lavoro nei campi, cibo coltivato e raccolto giorno per giorno dalla mia campagna” e le preghiere fatte quotidianamente al Signore, anche se da “non del mestiere”, così come, con molta schiettezza e umiltà, ha rivelato domenica scorsa in chiesa, a padre Federico: “Padre io prego ogni giorno, ma non come voi però perché voi siete del mestiere”.
E forse, considerato che il frutto dei campi non è più quello di una volta, sono proprio le preghiere non “professionali” quelle che aiutano ad arrivare lontano, magari non proprio a cent’anni, con la stessa la serenità e lucidità di questa straordinaria nonnina.

