Da qualche mese il paese vesuviano sta cambiando faccia ma restano le criticità. Purtroppo restano alcune realtà periferiche dove il sacchetto selvaggio impera. Questo è quanto accade in Via Alveo Buongiovanni e in Via Flauti.
Da un paio di mesi a San Sebastiano c’è una nuova ditta (la Sa.Gi. SRL.) che si occupa in buona parte dello spazzamento delle strade locali. Finalmente si incomincia ad avere la visone effettiva e materiale della pulizia del territorio, addirittura le caditoie di alcune strade sono state ripulite dai decennali accumuli di fanghiglia, insomma, un segnale positivo c’è. Purtroppo però esistono alcune zone del paese, per lo più periferiche, che languono nel più totale abbandono. Abbiamo già parlato dello stato infimo di Via Panoramica e probabilmente ci ritorneremo ma è questa la volta di una via sconosciuta ai più, via Alveo Buongiovanni, una viuzza di campagna e come tale nascosta, isolata, poco praticata e per cui, per molti passibile anche di scarico dei rifiuti.
Chi avesse la bontà di percorrerla si renderà conto che quello che diciamo è cosa veritiera, altrimenti potrà percorrere le strade principali in auto e gratificarsi nella sua beata ignoranza e magari incrementare quei cumuli di cui spesso si nega l’esistenza. Per gli altri invece, quelli senza paraocchi, la stradina in questione è costellata di immondizia varia, frutto del lancio dei sacchetti, che rompendosi, lasciano il loro contenuto dappertutto. Inoltre, e questa è la cosa più grave, nelle rientranze dei cancelli privati, si depositano rifiuti ingombranti come mobili vecchi o elettrodomestici obsoleti, sfalci di giardino, il fai da te delle palme infette dal punteruolo rosso e l’immancabile materiale di risulta edilizio.
Spesso, al su elencato rifiuto, viene dato fuoco, con grave danno per le persone e le case vicine. Inoltre, più di un mese fa, ci si accorgeva che qualcuno aveva scaricato dei grossi sacconi neri, pieni di calcinacci e ancora lì presenti nel nostro ultimo passaggio di ieri mattina. Sappiamo che esiste una determina (la n°037 del 21/11/2013) che prevede il recupero e lo smaltimento dei sacconi neri ma sottolineiamo che la situazione della viuzza, ben nascosta dai rovi, è più complessa di quel singolo scarico, attende una soluzione radicale.
Abbiamo deciso solo ora di evidenziare tale fatto poichè, il paese, a fine ottobre, era sotto una specie di attacco vandalistico e ci sembrava quindi opportuno non gettare troppa benzina sul fuoco. Abbiamo anche parlato con un consigliere e col dirigente della nuova ditta che conoscono la realtà del posto. Valga quindi, questo nostro articolo, come un pro-memoria per i loro impegni futuri. Non vorremmo infatti che quei cumuli sparissero sotto i rovi. Non vorremmo che mentre la lenta burocrazia avanza, scomparissero per causa di un rogo nottetempo.
Risalendo l’Alveo Buongiovanni, si svolta su Via Procolo Di Gennaro, un momento di pausa allo sversamento abusivo, forse per il fatto che risulta essere un luogo più aperto del precedente o per le telecamere delle vicine vasche dell’ARIN o semplicemente perchè più abitato. Al termine della via rurale se ne incrocia un’altra ovvero Via Flauti; risalendola a destra, verso Viale della Pace, poco prima dell’incrocio con questa via, giusto di fronte alle nuove palazzine, elegante complesso sansebastianese, c’è una piccola discarica, cumuli di rifiuto eterogeneo sparsi su tutto l’appezzamento limitrofo alla masseria che prende il nome della via, frutto anche questi del lancio del sacchetto, futura disciplina olimpica per la quale potremmo partecipare con buona speranza di medaglia.





