San Giuseppe Vesuviano. Ambrosio ritira la querela per le targhette

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Un consiglio comunale blindato, nessuna alternativa per Ambrosio: o la querela o il posto in consiglio.

Come da tradizione consolidata da decenni, il consiglio comunale sull’incompatibilità del consigliere Ambrosio A.A. è iniziato ben oltre l’ora canonica. L’appello è stato fatto alle ore 10,35 perchè solo allora è giunto il segretario generale, dopo che tutti i consiglieri erano al proprio posto da tempo. Sarebbe stato impossibile iniziare prima perchè i tecnici audio sono arrivati solo alle 9,45. All’appello manca il sindaco e quattro consiglieri, tutti con regolare giustifica, anzi Casillo e Borriello hanno inviato una nota molto critica alla presidenza del consiglio comunale per il metodo di convocazione, senza passare per la conferenza dei capi gruppo, e per la convocazione mattutina che limita la partecipazione dei cittadini.

Infatti a questa seduta hanno partecipato dieci Carabinieri in assetto antisommossa, cinque agenti della PS in borghese, professionisti della politica locale, funzionari e dipendenti comunali e solo qualche cittadino.

Il presidente De Lorenzo dopo le formule di rito entra subito nel merito: “L’argomento del giorno è l’incompatibilità del consigliere Ambrosio A.A. che ha citato il dipendente comunale ing. Luigi Miranda e il sindaco avv. Catapano per euro 500.000 in quanto sentitosi diffamato per le didascalie messe sotto i quadri esposti in sala consiliare.”

La parola passa quindi ad Ambrosio A.A. il quale per quindici minuti filati discerne sentenze di tribunale e articoli di legge nei quali ha ragione da vendere, critica la frettolosa convocazione del consiglio da parte del vice presidente, avv. Giuseppe Menzione, fino ad arrivare alla rinuncia dell’azione penale in quanto l’ing. Miranda ha dichiarato al magistrato che è stato il sindaco in carica ad ordinare le targhette fornendo le didascalie e che lui si è limitato ad eseguire.

“Miranda è un piccolo marò” dice Ambrosio in modo sarcastico addossando la responsabilità di tutto al sindaco. Un epiteto pesante, specie se usato da chi, da sindaco, cambiò il nome di Via Nuova Poggiomarino in via Martiri di Nassiriya . In ogni caso si sente soddisfatto delle dichiarazioni di Miranda e ritira la querela solo verso il dipendente comunale senza menzionare il sindaco, facendo decadere automaticamente quanto stabilito dall’art 63 della Dlgs 267/2000.

Dura la replica di De Lorenzo. Avoca a sè le scelte di Menzione che ha applicato la legge, difende l’operato dell’ing. Miranda in quando semplice esecutore delle disposizioni dell’amministrazione che aveva indicato come linea guida la storia dei sindaci passati. Poi affonda: “Se era così sicuro perchè non ha continuato la causa appellandosi alle dichiarazioni dell’ing. Miranda?” De Lorenzo vuole una vittoria completa: ritiro dell’azione penale contro Miranda e contro il sindaco. Ma Ambrosio A.A. non ci sta e chiede l’ingresso in aula dei legali del comune per essere spiegato l’aspetto giuridico dei fatti.
Si rinvia quindi di 15 minuti per dare modo ai legali di prepararsi.

Durante la pausa avviene un fatto curioso, il consigliere Ambrosio A.A. raggiunge alcuni sostenitori fra il pubblico e in pochi minuti l’intera sala si svuota, solo un cittadino gli si avvicina per confortarlo:” Toni’ digli che fummo sciolti per non aver presentato il bilancio, non per infiltrazione camorristica!” Si tratta di un ex assessore della Consiliatura dal 1988 al 1993, Biagio Salerno, che non solo ritiene uno scioglimento per mancata presentazione del bilancio un peccato veniale, dimentica che in quel periodo furono approvati due atti che demolirono le finanze del comune per decenni: il Centro Uno e la pratica ITALGEST. Oltre a dilapidare quel poco che era rimasto in tornei di boxe . Lo scioglimento fu un atto dovuto dello Stato per proteggere ciò che restava.

Si riprende dopo solo quaranta minuti, il sindaco Catapano è sempre assente, nonostante fosse stato visto in un ufficio adiacente la sala consiliare da dove ha seguito la regia del consiglio comunale, da uomo di legge qual è ha intuito in anticipo che la sua presenza in aula avrebbe potuto inficiare la delibera che si stava per votare.
La parola passa agli avvocati del Comune. Andreoli: “La rinuncia è sostanziale e incondizionata per il comune. Si tratta di un atto tombale.” Marciano: “Attenzione, se viene chiamato in causa altro soggetto che a sua volta chiama nel processo il comune, si ripresenta lo stato di incompatibilità“.

A De Lorenzo non basta vincere, vuole stravincere. Attacca Ambrosio dicendogli che il suo comportamento aveva messo in serie difficoltà un dipendente del comune che da mesi vive nel terrore di dover pagare una querela da 500.000 euro e che solo grazie all’intero consiglio comunale, maggioranza e opposizione, viene salvato. Inoltre se fosse stato vero che si sentiva soddisfatto dalle dichiarazioni di Miranda al magistrato avrebbe chiuso la pratica prima, invece ha aspettato la convocazione per incompatibilità. Questo consiglio e questa città vogliono andare avanti, non interessano queste cause da 500.000 lire altro che 500.000 euro, e conclude con un lapidario “Lei, politicamente parlando, è avviato verso la pensione.“

Ambrosio replica con un minaccia: “Non finisce qua, farò ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, io, mio figlio e forse anche altri cittadini.”

A questo punto si vota e la delibera che accoglie l’atto di rinuncia all’azione penale passa con i voti favorevoli della maggioranza e di Santorelli e Zurino ormai organici alla maggioranza stessa nonostante essere stati eletti proprio nella stessa lista di Ambrosio A.A. che si astiene.

Mezza giornata di tempo e lavoro sprecato per il consiglio comunale, i funzionari comunali, una quindicina fra carabinieri e agenti PS solo per discutere del peso politico di questo o quel consigliere comunale, mentre in questi giorni è stato varato il nuovo regime contributivo con l’applicazione dell’aliquota massima: il 2,5%. Inoltre la TARSU è stata confermata nonostante il tanto sbandierato risparmio di 450.000 euro sui rifiuti. La politica a San Giuseppe Vesuviano vive in un mondo parallelo.

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