Boom di reati ambientali per la Regione Campania, che con 4.703 casi registrati nel 2014, pari a 13 al giorno, si attesta in vetta alle classifiche stilate da Legambiente, in merito all’incidenza delle ecomafie in Italia.
Triste primato per la Regione Campania, che ancora una volta si conferma in testa alla classifica stilata da Legambiente, per il maggior numero di reati ambientali. I casi registrati sono ben 4.703 solo nel 2014, pari a tredici al giorno. Ma non è l’unica pecca della “Terra del sole”. A Napoli e dintorni, infatti, si evidenzia anche il maggior numero di persone denunciate, 4.072, di arresti, 51, e di sequestri effettuati, 1.339. Cifre che superano di gran lunga quelle scaturite dalle indagini effettuate nel resto delle regioni italiane.
Un quadro drammatico, dunque, che attesta l’incidenza negativa che le ecomafie, nonostante gli sforzi compiuti su più fronti, continua ad avere in Campania.
“L’ecomafia – denuncia Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, in un’intervista a Repibblica.it, è sempre lo stesso mostro che continua a mordere il paese e a ucciderne la bellezza. Troppo pericolosamente, come raccontiamo da più di 20 anni. E mentre comincia a mostrare qualche segno di cedimento, per merito di un’attività repressiva costante, nonostante i limiti di personale e risorse, e un’opinione pubblica oggi più attenta e consapevole dei rischi, la classe politica di casa nostra rimane pericolosamente immobile. Le pagine di questa nuova edizione di Ecomafia lo dimostrano drammaticamente. Senza una lotta efficace contro le varie forme di criminalità ambientale non ci potrà mai essere nessuna svolta green in Campania, nè il rilancio della nostra economia sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità.”
Ma a gettare fango su una regione giù martoriata sotto diversi aspetti, è anche la cattiva gestione del ciclo rifiuti, che regala ai partenopei un’altra maglia nera: in tale ambito infatti si registra il numero più alto di reati, 953, quasi il 17% sul totale nazionale con 115 persone tra denunciate e arrestate e 412 sequestri. Napoli si conferma in testa nella classifica regionale con 538 infrazioni, segue Salerno con 179. Terza la provincia di Avellino con 113, a seguire Caserta con 68 e Benevento con 55.
Non poteva mancare, poi, un approfondimento sulla TERRA DEI
FUOCHI, dove la sospensione dei campionamenti sui suoli a rischio e il
mancato rispetto delle scadenze previste dalla legge sembrano
l’ulteriore prova di scarsa pianificazione e coordinamento delle
istituzioni. Sono tante, troppe le domande senza una risposta, a partire
dal fatto che dopo vent’anni di immobilismo ora scatta l’emergenza
rifiuti radioattivi. Per questo, si legge nel dossier Ecomafia, “CHIEDIAMO AI MINISTRI DELL’AMBIENTE,
DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI UN
DECISO CAMBIO DI PASSO. SERVONO TRASPARENZA E CERTEZZE SULLA
PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI E SUI TEMPI”.
Occorre procedere in
maniera spedita: rafforzando l’attività di repressione dei fenomeni di
smaltimento illegale, dando piena attuazione ai programmi di prevenzione
sanitaria e di analisi epidemiologica (buona parte dei comuni
interessati sono ancora senza Osservatorio sui tumori), procedendo alla
delimitazione e alla successiva bonifica delle aree contaminate.


