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Benchè si sia cercato di seminare sorrisi e ottimismo, alla fine la crisi è uscita dal sacco di bugie in cui era stata nascosta. E ora? Niente! Ci penseremo poi.

Caro Direttore,
un lettore che si definisce amico (ma non so se lo sia davvero!), dopo quanto ho scritto la settimana scorsa, mi ha detto che, pur condividendo l”essenza del ragionamento, tuttavia, non può sposarne le conclusioni (VEDI).
E sì, Direttore, il “tuttavia” è sempre preoccupante. Negli incontri pubblici, nei dibattiti, nelle discussioni accademiche, per prassi, si è sempre -inizialmente- d”accordo con gli interlocutori; arriva, poi, il “tuttavia” che capovolge il senso dell”intera argomentazione usata in precedenza.

Dunque, senza ripetermi ulteriormente, la situazione italiana (politica, sociale, culturale, sanitaria, scolastica, occupazionale) è catastrofica. Anzi, ha raggiunto un livello al di sotto dello zero. Tutti lo sanno, ne prendono atto e chiedono che si corra ai ripari. Ovviamente, gli altri (in modo indefinito, indeterminato, dei cavalieri senza volto, oltre che senza macchia e senza paura!) hanno l”obbligo di correre ai ripari. Coloro che, pur con preoccupazione, prendono atto della rovinosa realtà, confidano, così, nel tanto comodo istituto della delega.

Vuoi perchè, questi ultimi, sono impegnati a preparare le vacanze in località alla moda o la festa per la prima comunione dei figli con musiche ed animatori al seguito, vuoi perchè distratti dall”iscrizione al beauty farm (in Toscana, in Umbria, a San Marino?) o al corso di decoupage o ai balli latino-americani o allo yoga. Insomma, tutta una serie di impegni “distrattori”, che impediscono, nella migliore delle ipotesi, di assumere responsabilità in prima persona. Senza dimenticare che, al ritorno dalle predette attività (primarie?), subentrano, poi, le marmellate da fare, l”auto da revisionare, la canna fumaria (o la caldaia) da far pulire, i figli da seguire per i compiti (si tratta quasi sempre di un copia e incolla). Insomma, un casino!

Veramente non si riesce ad avere un momento di libertà, di respiro, di quiete per poter raccogliere i pensieri, affrontare (il riconosciuto) disagio politico, sociale, culturale, sanitario, scolastico, occupazionale ed agire! Meno male, però, che qualcuno lo farà al posto nostro!
Ma qualcuno, chi? I santi, le madonne, il destino, la fortuna, il caso, una veglia di preghiera, un voto venduto (o comprato, è sempre lo stesso!), un capitano di ventura, un esercito di lanzichenecchi, un grassatore, un maestro o un imbianchino o un barzellettiere ugualmente tutti unti dal Signore!

Ed allora, Direttore, chi dovrebbe essere il primo a protestare? Semplice: il più debole, il più povero, il più bisognoso. Ma non ce ne sono, purtroppo, di questa risma! I veramente deboli, poveri e bisognosi sono anche drammaticamente dignitosi, silenziosi, indifesi. Si chiudono nella loro sofferenza, nelle loro difficoltà e, spesso, nelle loro terribili ultime decisioni. Che si riscontrano nell”aumento dei suicidi di quanti hanno perso il posto di lavoro, di quanti non sono riusciti a sostenere lo sguardo implorante di un consorte avvilito o di un figlio affamato, di quanti hanno sperato, sino all”estremo, che un raggio di sole potesse riscaldare tutti. Macchè!

Però, qualcosa cambierà. Lo assicurano quelli del Pd; lo assicurano anche quelli del Pdl e della Lega. Sì, devo essere onesto ad ammetterlo (anche se mi costa un po” di fatica), lo assicurano anche l”Udc, l”Idv, l”Udeur, Marchionne, Marcecaglia, i sindacati unitari ed autonomi, il Papa, Rocco Segatore (un mio amico di Stigliano), Montezemolo, il sindaco, l”assessore, il presidente della Regione ed anche Riccardo Levratti, un bagnino di una spiaggia di Cattolica (molto frequentata da vip, politici, industriali, gente dello spettacolo e dello sport, oltre che dalla mia collega di Groppello Cairoli).

“Pci, psi,/ dc dc/, pci, psi, pli, pri/, dc, dc, dc, dc/, Cazzaniga/, avvocato Agnelli, Umberto Agnelli/, Susanna Agnelli, Monti, Pirelli/, dribbla Causio, che passa a Tardelli/, Musella, Antognoni, Zaccarelli/, Gianni Brera/, Bearzot/, Monzon Panatta, Rivera, D”Ambrosio/, Lauda, Toheni, Maurizio Costanzo, Mike Bongiorno/, Villaggio, Raffa, Guccini/, onorevole, eccellenza, cavaliere, senatore/, nobildonna, eminenza, monsignore/, vossia, cherie, non amour/, nun te reggae più”, (Rino Gaetano, “Nun te reggae più”, 1978).

Caro Direttore, in questi casi si dice che siamo veramente alla frutta. Cioè a fine pranzo o, meglio, a fine corsa. E la cosa preoccupante è che non scendono solo i macchinisti ed i controllori! No. Sono costretti a scendere soprattutto i viaggiatori di terza classe, quelli con gli abiti impregnati di sudore e la puzza di piedi, perchè non possono consumare nemmeno un euro per un poco costoso deodorante! Altro che viaggi di piacere in capo al mondo!
Intanto, Direttore, come sai meglio di me, l”ultima relazione della Banca d”Italia sullo stato della Campania denuncia che, dal 2004 a oggi, si sono persi 200 mila posti lavoro. Sì, duecentomila. E si prevede che nel 2010 l”emorragia non si fermerà.

Ancora, la relazione ha fotografato anche lo stato dell”istruzione: in Campania consegue una laurea solo il 9% della popolazione! Poco? No, molto, visto il coma irreversibile in cui versa il mondo dell”istruzione. Ma che fa! Ora pensiamo alle vacanze, poi, eventualmente, dopo, ma molto dopo, magari penseremo agli alunni che non avranno il tempo pieno (150 mila in Italia, oltre 1000 solo nella città di Napoli!), alle classi delle elementari condannate dai tagli del ministero a stare nelle 24 ore settimanali (maestro unico), alla scuola degli asini. Tanto i bravi e i meritevoli si rivolgono unicamente agli istituti privati!

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