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Ritorna il triangolo della morte

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Il problema-rifiuti non è stato risolto. Il nostro territorio ha vissuto e viva la piaga dei veleni tossici, una vera fabbrica di soldi per la camorra.

Sul quotidiano cattolico “Avvenire” in questi giorni si sta affrontando, finalmente, un problema molto serio, che sembrava essere stato posto nel dimenticatoio. Il Direttore Marco Tarquinio ha risposto a tante lettere di lettori e di qualche sacerdote sulla gravissima emergenza-rifiuti, che ancora una volta, ha colpito l’area metropolitana a Nord di Napoli e che si estende fino alla provincia di Caserta. Si è ricostituito, purtroppo, il “triangolo della morte” (nel Giuglianese), dopo quello di Acerra-Marigliano-Nola.

Il problema è gravissimo: i fuochi tossici dei rifiuti. Questo dei roghi è un dramma che dura ormai da venti anni e che negli ultimi tempi sta assumendo proporzioni catastrofiche. Quotidianamente si consuma un vero e proprio attentato alla salute: vengono incendiati materiali tossici, prodotti di scarto dell’industria tessile, amianto, cuoio, pellame, pneumatici. Si diffondono nell’aria materiali nocivi di ogni genere. E i cittadini sono costretti a respirare ogni giorno diossina, con il conseguente aumento di patologie tumorali.

Come ampiamente dimostrato, scientificamente, dal mio amico Dott. Antonio Marfella (incontrato ultimamente al Convegno dell’AGVH di Pomigliano), il quale da anni denuncia questo stato di cose. Comitati, associazioni, semplici cittadini hanno segnalato da tempo questo dramma. Ma nessuno ascolta questo grido. Sembra che il problema-rifiuti sia stato risolto, solo perché non se ne parla più o solo perché non ci sono cumuli di immondizia nella città di Napoli o nei nostri centri urbani. Ma la camorra sa bene tutto questo e continua a gestire nel “nascondimento” i veleni tossici. Anche quelli del Nord. Le ecomafie agiscono ancora. E forse più di prima, a riflettori spenti.

Ancora una volta la nostra terra, la nostra aria, la nostra acqua sono frutto di stupro e violenza. E tutto questo con il silenzio e il complice disinteresse delle Istituzioni. É ormai tempo di svegliarci, ancora una volta, dal sonno. É tempo di reagire e vincere la rassegnazione. Anche i mass-media, come ha fatto l’Avvenire, dovrebbero smetterla di bombardarci ogni giorno con lo spread il Pil e la crisi economica e interessarsi concretamente dei problemi reali della gente e dei territori. É necessario che tutti teniamo gli occhi ben aperti, quelli dei cittadini, dei controlli e dell’informazione. Le risorse ci sono e sono tantissime. Dobbiamo solo farle emergere e mettere in rete.

Quando vogliamo, anche noi gente del Sud, sappiamo agire, e bene. Abbiamo tanti comuni ricicloni. E non solo Salerno. Anche Acerra, in un solo anno, è passato dal 10 al 62% di raccolta differenziata. Tantissimi sono anche i giovani che hanno voglia e passione di dare il proprio contributo nella lotta alla camorra, alle ecomafie e ai fuochi velenosi. Per il riscatto della nostra terra. Abbiamo fatto e faremo sempre la nostra parte, ma le Istituzioni non possono e non devono lasciarci soli. La Chiesa sarà sempre in prima linea perché la nostra terra possa ri-diventare “Campania felix”.
(Fonte foto: Rete Internet)

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