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Riaprono abusivamente l’impianto chiuso per mafia: due persone denunciate

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Operazione della Municipale: la piscina dell’hotel Quadrifoglio, sigillato per infiltrazioni della camorra, era stata riaperta illegalmente, di nascosto. Ma i caschi bianchi di Castello di Cisterna hanno denunciato i responsabili della violazione.

Il 23 aprile scorso l’hotel, la piscina, i campi da tennis e di calcio del grande centro Quadrifoglio erano stati fatti chiudere dalla polizia municipale di Castello di Cisterna in esecuzione di un’interdittiva antimafia emanata dalla prefettura di Napoli. Secondo gli organi di controllo del ministero dell’Interno a gestire l’enorme complesso ricettivo, appena ristrutturato grazie a investimenti milionari, c’è un personaggio legato alla camorra vesuviana. Da qui la decisione di applicare il provvedimento preventivo.

Nel frattempo il Tar, il 14 maggio, ha anche confermato l’interdittiva del prefetto, respingendo il ricorso presentato dai legali dell’impianto bloccato. L’altro giorno, però, il colpo di scena. Giovedì mattina qualcuno ha deciso di violare l’interdizione voluta dall’antimafia. Due persone, C.G., di 50 anni, ed E.P., di 30 anni, hanno aperto il cancello del centro e quello della piscina. Nella vasca è stato fatto entrare un gruppo di bambini, accompagnati dai genitori che avevano pagato gli abbonamenti per i corsi di nuoto. Piscina aperta e corsi nuoto: come se nulla fosse successo, come se il provvedimento antimafia non esistesse.

Ma i poliziotti municipali del comando di Castello di Cisterna, diretti dal dottor Giovanni Forgione, hanno fatto irruzione nel centro Quadrifoglio. I caschi bianchi hanno fatto sgomberare tutta l’area interdetta, che è stata richiusa. I due responsabili della violazione sono stati quindi portati al comando. Dopo averli ascoltati il comandante Forgione li ha denunciati per ingresso abusivo, inosservanza della sentenza emanata dal Tar e false dichiarazioni. Il comandante Forgione è un esponente delle forze dell’ordine noto negli ambienti dell’anticamorra campana. Proveniente dai reparti speciali dei carabinieri svolge oggi anche l’incarico di sovraordinato della commissione straordinaria antimafia che attualmente guida uno dei comuni simbolo di Gomorra: Casal di Principe.

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