Questo il tema di una conferenza nazionale che si è tenuta nei giorni scorsi a Bologna.
La persona al centro di tutto. Poi il lavoro, la salute e l’inclusione scolastica. Questi, e tanti altri, i temi dibattuti all’interno della Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità organizzata a Bologna il 12 e 13 luglio.
Nel corso dell’evento, si è avviato un interessante discorso di un programma, con durata biennale, che promuove i diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Il dibattito, sviluppatosi ampiamente grazie all’aiuto di numerose persone in sala, è stato in bilico fino all’ultimo momento per questioni organizzative. Il concetto ricorrente di tutta la conferenza, ha ruotato intorno al principio della persona come centro di ogni cosa. Anche il viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Maria Cecilia Guerra, in un suo intervento, ha voluto sostenere questa posizione definendola quasi un’ovvietà.
“Riconoscere ai disabili i diritti di tutti vuol dire andare oltre la visione del disabile come persona alla quale fare sconti, o riservare trattamenti speciali o protetti. Semplicemente, riconoscerla come tutte le altre”, ha chiosato il Ministro. I tempi sono maturi, bisogna superare l’approccio alla disabilità come se fosse un settore composto da politiche obbligatorie, ovvero una pietosa forma di lavaggio della coscienza. Le persone disabili vanno quindi inserite in un tessuto sociale e culturale, un tessuto che oggi, purtroppo, più di tanti altri settori, patisce i colpi di una crisi che non ha pietà.
Dopo aver letto con attenzione le parole pronunciate dal Ministro, ci sembrano incoraggianti le basi gettate da questo appuntamento, sempre se le premesse saranno rispettate. È importante mettere in evidenza l’intenzione di superare quell’assurda percezione che vuole il soggetto disabile come destinatario di misure e non come parte attiva e partecipe della società.
(Fonte foto: Rete Internet)
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