Incredibile al rione Casamale di Somma Vesuviana. Si realizza un cappotto termico, si interviene sull’edificio per adeguarlo alle nuove norme sul risparmio energetico e, alla fine dei lavori, la scuola non può riaprire.
Il plesso Gino Auriemma, attivo dagli anni Sessanta del secolo scorso, resterà infatti chiuso dopo che le verifiche effettuate sull’edificio hanno evidenziato importanti criticità sotto il profilo della vulnerabilità sismica. Diventano così tre le scuole di Somma Vesuviana non utilizzabili: l’ex Bertona di Santa Maria del Pozzo, la storica sede di via Roma e ora quella del Casamale.
In pratica il Casamale, il quartiere più antico e uno dei più popolati della città, rischia di non avere più neppure un edificio istituzionale di riferimento. Agli smemorati e ai più giovani vorrei ricordare che cosa ha rappresentato la scuola del Casamale per il quartiere.
Era il 1973 quando, in piena emergenza per l’epidemia di colera, nella scuola venne istituito un presidio sanitario per le vaccinazioni. Ricordo ancora la folla che premeva fuori dai cancelli. Noi giovani studenti preparavamo le dosi per il vaccino. Il compianto dottor Vincenzo Di Matteo, insieme ad altri giovani universitari, era addetto alle vaccinazioni. Appena i cancelli furono aperti la gente ci prese d’assalto. Qualcuno entrava perfino dalle finestre. Eravamo disorientati e impauriti, ma avevamo un luogo al quale fare riferimento.
In quella scuola sono stati organizzati spettacoli, convegni e mostre. Nel periodo di Natale nelle aule veniva allestito il palco per la rappresentazione della Cantata dei pastori. Nel cortile esterno è stato sistemato il torchio storico e monumentale, simbolo della nostra storia e della nostra cultura. Sono funzioni accessorie, naturalmente. Prima di tutto in quelle aule è stato svolto per decenni un compito fondamentale: formare culturalmente e civilmente generazioni di ragazzi.
Dal 15 settembre, invece, molte famiglie dovranno attraversare la città, in lungo e in largo, per accompagnare i figli in altri plessi. Nelle ore di punta aumenteranno inevitabilmente traffico e disagi. C’è poi un altro problema. Il Casamale rischia di non avere più neppure una sede dove svolgere le elezioni. Se l’edificio non tornerà disponibile in tempo utile per le prossime consultazioni, sarà necessario individuare soluzioni alternative.
A questo punto una domanda sorge spontanea: per tutti questi danni sulle scuole e su altre importanti opere pubbliche chi risponde delle eventuali responsabilità? Chi pagherà? Nei documenti e nelle delibere del Consiglio comunale ci sono date, riferimenti e firme precise. Sarebbe giusto accertare se vi siano stati errori e, in caso affermativo, individuare i responsabili di sprechi di denaro pubblico. Non si tratta di cercare colpevoli a tutti i costi. Si tratta di sapere come vengono utilizzati milioni di euro che appartengono alla comunità.
Dopo la Festa delle Lucerne e la presentazione di progetti che hanno mostrato i gioielli di famiglia arriveranno altre feste, dal Palio a San Gennaro. Va bene così. Una città ha bisogno anche delle sue tradizioni e dei suoi momenti di festa. Ma ha bisogno soprattutto di scuole aperte, edifici sicuri e amministrazioni capaci di spiegare ai cittadini che cosa è accaduto.
La gente non chiede miracoli. Chiede che Somma torni a essere un paese normale.


