Pasquale Pulcrano, 44 anni, stava lavorando in un deposito di bibite della penisola sorrentina. Lascia moglie e tre figli piccoli.
L’ennesimo sacrificio di un operaio della città delle fabbriche, l’ennesima morte bianca di un lavoratore dedito al sacrificio. Ieri il sacrificio è stato estremo per Pasquale Pulcrano, 44 anni, moglie e tre figli, tre bambini rispettivamente di 13, 9 e 5 anni. Pasquale era un operaio manutentore di muletti e macchine industriali della Car.l. srl, un’azienda ubicata in via Sulmona, nella zona semicentrale del rione Gescal. Ieri Pasquale è andato in un deposito di bibite di Sant’Agnello, ai colli di Fontanelle, nei pressi di Sorrento, ad azionare un carrello elevatore, uno di quei muletti per il sollevamento delle merci, un mezzo di cui conosceva ogni cosa. L’operaio stava spostando del materiale quando a un certo punto è caduto dal mezzo che stava guidando.
Un impatto terribile: il muletto gli è rovinato addosso. In base alle prime ricostruzioni (sul posto si sono recati i carabinieri della compagnia di Sorrento e della stazione di Sant’Agnello) sarebbe risultato fatale il primo colpo alla testa subito cadendo sul pavimento. Pasquale Pulcrano ha quindi perso immediatamente conoscenza. L’intervento tempestivo dei sanitari del 118 è stato inutile. Intanto i militari hanno disposto il sequestro del deposito e del carrello elevatore guidato dalla vittima. Al vaglio degli investigatori c’è la posizione dei titolari del deposito di bibite e quella della ditta di manutenzione per la quale lavorava l’operaio manutentore.
L’autopsia, fissata per oggi all’ospedale di Castellammare di Stabia, sarà utile a ricostruire il quadro dell’ormai “consueta” morte bianca. Nel frattempo la disperazione s’è impossessata di casa Pulcrano, una modesta abitazione ubicata al piano terra di un edificio in una piccola traversa di via Vittorio Imbriani, un budello della Pomigliano vecchia che collega via Napoli a via Roma. Parenti e amici stanno facendo la spola davanti alla casa dell’operaio rimasto ucciso. Pasquale per tutti era un grande lavoratore, completamente dedito alla famiglia.





