Il presidente dell’associazione antiracket, Salvatore Cantone: “C’è molta omertà”.
Un negozio è stato incendiato andando quasi completamente distrutto. E ora serpeggia la paura tra i commercianti di Pomigliano. Non accadeva da molto tempo nella città delle fabbriche.
L’esercizio è andato a fuoco domenica sera, intorno alle 23, al pian terreno di un palazzo abitato da alcune famiglie. Paura immediata, ovviamente, nell’edificio a causa del fumo sprigionato dalle fiamme. Sul posto sono però immediatamente accorsi i vigili del fuoco e i carabinieri. I pompieri hanno domato l’incendio in poco tempo e il panico è rientrato. Le fiamme hanno gravemente danneggiato il negozio di abbigliamento intimo, detersivi e casalinghi “Miseria e nobiltà 2”, in via Nazionale delle Puglie, periferia della città, di fronte a un grande distributore di benzina dell’Agip e a poca distanza dal rione della ricostruzione.
L’incendio è stato segnalato tra le dieci e trenta e le undici di domenica sera dagli abitanti del palazzo in cui è ubicato l’esercizio commerciale. Gente che ha avuto paura non appena il fumo ha invaso l’esterno del palazzo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco della caserma di Ponticelli e quattro pattuglie dei carabinieri, due del gruppo di Castello di Cisterna e due della stazione cittadina. Durante le operazioni di spegnimento il titolare del negozio sembrava molto preoccupato. Con lui c’erano anche alcuni parenti, altrettanto intimoriti. I carabinieri hanno fatto subito alcune domande al commerciante, che è stato invitato a recarsi ieri mattina presso la stazione locale. “Oggi abbiamo aperto mezza giornata, ma quando è scoppiato l’incendio era tutto chiuso”, ha dichiarato a caldo l’esercente.
Le fiamme hanno gravemente danneggiato merci e strutture. I vigili del fuoco non hanno potuto stabilire con esattezza l’origine delle fiamme. Necessario, dunque, un approfondimento delle indagini. Ieri, a mezzogiorno, il titolare del negozio era seduto su una sedia piazzata accanto all’area dell’esercizio, delimitata dai vigili del fuoco con un lungo nastro, per motivi di sicurezza. Il giovane commerciante sembrava profondamente scosso e amareggiato. Se ne stava seduto lì, all’aperto, sul marciapiede, senza dire una parola. Le indagini sono condotte dai militari della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Michele Membrino. Intanto non trapela nulla. È calato subito il silenzio sulla vicenda.
Quando domenica sera sono arrivati i giornalisti nell’area dell’incendio, vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno chiesto di non scattare fotografie in grado di rendere riconoscibili i volti e gli autoveicoli di coloro che stavano indagando per ricostruire al meglio l’accaduto. A ogni modo le indagini sono appena iniziate e nessuno se la sente di azzardare ipotesi. “Era da molto tempo che non capitava l’incendio di un negozio però è del tutto prematuro poter dire qualcosa di definitivo su questa storia”, dice Salvatore Cantone, imprenditore di Pomigliano e presidente dell’associazione antiracket Domenico Noviello. Giovedì scorso un impresario edile che si era rivolto all’associazione ha fatto arrestare un estorsore, ad Acerra.
L’emissario dei clan è stato colto in flagranza e messo in manette all’interno del cantiere in cui era andato a pretendere i soldi. “La situazione è in fermento da queste parti – spiega Salvatore – qui purtroppo c’è molta omertà”.





