Nicola Di Raffaele, presidente della società comunale di nettezza urbana, non vuole revocare il licenziamento del sindacalista Capobianco. E la città è sommersa dai rifiuti.
L’Enam non ha nessuna intenzione di ritirare il licenziamento del sindacalista Donato Capobianco, accusato di aver calunniato la società di nettezza urbana controllata dal comune. Capobianco aveva definito un imbroglio a danno dei lavoratori la procedura di mobilità avviata nel gennaio dello scorso anno. Intanto Pomigliano è invasa dai rifiuti. Da queste parti sembra di essere ripiombati nei giorni bui dell’ultima emergenza.
In questo caso però si tratta di un’emergenza tutta locale, che si sta trascinando da giovedì scorso, cioè dal giorno dopo che i sindacalista e i 114 addetti hanno organizzato la prima agitazione a seguito del siluramento del sindacalista, che è anche responsabile delle risorse umane di Enam. I sindacati ieri mattina hanno messo in atto l’ormai consueta assemblea davanti ai cancelli della società di via Nazionale delle Puglie. Agitazioni che non stanno consentendo una raccolta adeguata dell’immondizia. La sensazione è quella del muro contro muro. Cgil, Uil, Fiadel, Filas e Cil chiedono la revoca del licenziamento di Capobianco e il ripristino di corrette relazioni da parte dell’azienda, “visto che ormai al suo interno vige un clima di terrore, minacce e ricatti continui”.
Dal canto suo sempre ieri il presidente dell’Enam, Nicola Di Raffaele, che ieri si è incontrato con il sindaco, Raffaele Russo, resta irremovibile. “Non revocheremo il licenziamento – ha dichiarato il responsabile della società – è un atto che l’azienda ha fatto agendo nella piena consapevolezza di rispettare la norma, che censura atteggiamenti come quelli del ragionier Capobianco come dipendente di questa azienda, a prescindere dallo status di rappresentante sindacale aziendale e territoriale”. Di Raffaele ha anche querelato per calunnia Capobianco, responsabile zonale della Fiadel, sindacato autonomo firmatario di contratto. “Stiamo valutando – ha aggiunto l’avvocato Fabio Sarro, componente del cda – di prendere provvedimenti circa le assemblee indette nelle giornate di giovedì e venerdì”.
La tensione è alle stelle. Ieri i lavoratori in presidio davanti ai cancelli hanno bersagliato Di Raffaele con un coro di insulti, proprio mentre il presidente attraversava a bordo della sua auto il varco d’accesso, per recarsi in ufficio. I sindacati hanno chiesto un incontro, tecnicamente una procedura di raffreddamento, che per legge dovrà essere organizzato entro sabato prossimo. “L’incontro si farà – ha detto ancora Di Raffaele – ma lo ripeto: il licenziamento di Capobianco non si revoca. Un caso personale non può diventare oggetto di una procedura di raffreddamento per cui non è giustificabile che si blocchi il servizio di raccolta e che un’intera città paghi le conseguenze di questa situazione”. I commercianti sono sul piede di guerra.
“Non entro nel merito della questione – l’appello di Ciro Esposito, presidente del Caip, l’associazione dei piccoli esercenti di Pomigliano – ma i miei colleghi mi dicono ogni giorno che c’è immondizia dappertutto e che in questo modo è impossibile lavorare”.





