Pomigliano, gli studenti scrivono al comune: “Le nostre scuole scoppiano”

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Dall’Isis Europa petizione per ricavare aule nella biblioteca comunale. 1200 alunni stipati in un palazzo privo di palestra.

Pomigliano, la città delle fabbriche, è l’unico centro del circondario est di Napoli a disporre del più alto numero di istituti superiori, cinque pubblici e tre privati. Una concentrazione formativa un tempo giustificata dalla presenza delle grandi aziende, Fiat, Alenia e Avio in testa, ma che ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ai mali endemici del sud: il progressivo smantellamento della pubblica istruzione, la crisi cronica dell’economia, la disoccupazione e il clientelismo esasperato che calpesta i meriti dei singoli.

A Pomigliano nella scuola pubblica superiore figurano due licei, il classico-scientifico Imbriani, lo scientifico, pedagogico e delle scienze sociali Cantone, l’istituto per il turismo e il commercio Europa, l’istituto magistrale Matilde Serao e l’istituto tecnico industriale Barsanti. Solo il Serao e il Barsanti dispongono di sedi concepite e realizzate come vere e proprie scuole. Licei e istituto professionale sono ubicati invece da decenni in palazzi residenziali malamente adeguati al caso. In tutte le circostanze, comunque, le scuole scoppiano di studenti. Strutture che sopravvivono ai limiti della sicurezza con succursali sparpagliate un po’ dovunque: il più classico dei quadretti sconfortanti che caratterizzano da sempre Napoli e il suo hinterland.

Intanto i 1200 studenti dell’Europa hanno firmato una petizione per chiedere al comune alcune aule nella biblioteca, il palazzo dell’Orologio, l’antico forno settecentesco poi adibito a centro culturale polivalente, dieci anni fa, per ospitare un corso di laurea dell’università privata Suor Orsola Benincasa. Il problema però è che la stessa richiesta è stata fatta anche da altri istituti superiori della zona. Troppe domande, dunque, per uno stesso spazio, peraltro non sufficiente a smaltire una fame di aule tanto grande. A Pomigliano si attende da anni la realizzazione della “cittadella scolastica”, un progetto risalente alla vecchia amministrazione di centrosinistra poi rilanciato dall’attuale esecutivo di centrodestra.

Un’opera gigantesca da insediare nella periferia occidentale della cittadina. Un sogno che per diventare realtà necessita dei fondi provenienti dalla Provincia.
(Fonte foto: Rete Interent)

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