Quinto giorno consecutivo di blocco della raccolta a seguito del licenziamento del sindacalista Capobianco. Questa mattina i 114 dipendenti della società comunale di nettezza urbana decideranno sulla prosecuzione della lotta.
Le condizioni igieniche della città delle fabbriche sembrano ormai ricordare i giorni bui dell’ultima emergenza rifiuti, quella del 2009.
Stavolta però tutto capita a causa di una lotta senza esclusione di colpi ingaggiata tra la Enam, l’azienda di raccolta controllata dal comune, e i lavoratori, che sabato, in un manifesto firmato dai sindacati e affisso un po’ dovunque nel territorio, hanno accusato Nicola Di Raffaele, responsabile dell’azienda pubblica, di “delirio di onnipotenza”. Un sindacalista, Donato Capobianco, è stato licenziato per aver criticato la società. L’ultimo episodio, secondo gli scioperanti, di una lunga serie di malversazioni, ricatti, minacce. L’altro giorno Di Raffaele ha annunciato che oggi avrebbe replicato con una conferenza stampa oppure con un comunicato. Si vedrà. Finora l’azienda non si è fatta viva. Soltanto uno dei tre componenti del consiglio di amministrazione, l’avvocato Sarro, si è espresso spiegando che domani si riunirà il cda per prendere eventuali provvedimenti.
Le agitazioni sono state considerate dalla Enam in netta violazione con la normativa che regola i servizi pubblici essenziali. Ma le forze dell’ordine, che hanno controllato l’andamento della vertenza, non hanno riscontrato irregolarità. Stamane i sindacati terranno un’assemblea davanti alla sede dell’azienda di via nazionale delle Puglie. All’ordine del giorno c’è la prosecuzione del braccio di ferro. L’obiettivo è di ottenere la revoca del licenziamento di Capobianco.





