Pomigliano, emergenza rifiuti: la rivolta delle donne

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Barricate con i sacchetti dell’immondizia, strade bloccate, la sede della società di nettezza urbana presa d’assalto. Ma ci sono spiragli. Forse già oggi l’avvio del ripristino di condizioni civili in città.

Donne in rivolta a causa dell’emergenza rifiuti che soffoca da nove giorni di seguito la città delle fabbriche, soprattutto le sue zone di più popolari. Un’ emergenza scaturita da contrasti sindacali tra la società comunale di nettezza urbana, la Enam, e i suoi 114 dipendenti, che lamentano “un clima di terrore”. Ieri mattina le donne del rione della ricostruzione hanno bloccato via nazionale delle Puglie e le strade adiacenti improvvisando argini invalicabili con i sacchetti dell’immondizia.

Non hanno avuto scrupoli nel paralizzare anche la sede territoriale del 118, ubicata proprio nel rione del dopo terremoto, da dove partono le ambulanze dell’Asl Napoli 3 Sud. Ma non è finita. Subito dopo aver fatto tutto questo alcune manifestanti, una decina, si sono minacciosamente dirette verso il vicino ufficio dell’Enam. E’stato un vero assalto. Le imbestialite signore hanno prima lanciato i sacchetti dell’immondizia sul balcone dello studio del presidente della società, Nicola Di Raffaele. Quindi sono riuscite a penetrare nell’azienda e ad assediare il corridoio in cui si trova la stanza di Di Raffaele, rimasto barricato all’interno. A un certo punto però le sirene di carabinieri e polizia municipale le hanno spinte ad abbandonare l’edificio.

Ma non senza lasciare il segno. Nel piazzale della Enam hanno infatti acceso un cumulo di rifiuti ammucchiato lì allo scopo. La situazione si è sbloccata dopo l’arrivo del comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, e dei militari della stazione di Pomigliano. “Siamo in condizioni igieniche assurde – il commento di una delle manifestanti, Assunta Girletti – dappertutto immondizia, vermi e ratti: Di Raffaele se ne deve andare, non deve toccare i lavoratori perché poi fanno lo sciopero e chi ne paga le conseguenze siamo noi cittadini”. Parole supportate da un comunicato del commissario regionale dei Verdi, Francesco Borrelli: “Gestione fallimentare: il sindaco si deve dimettere”. Poco dopo le 12 e 30 sono cessate le ostilità: nazionale liberata.

Il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo ( Pdl ), è stato molto duro con le manifestanti: “Non posso che vergognarmi dei cittadini che fanno queste cose per cui invito le forze dell’ordine a perseguire con fermezza questi atti di illegalità gravissimi, che non fanno parte della tradizione civile e culturale di Pomigliano”. Il comandante Maiello ha denunciato a piede libero tre manifestanti. Le condizioni igieniche del territorio sono però rimaste molto difficili. Nonostante le agitazioni sindacali, che si protraggono dal giorno 11, ieri sono usciti tutti i camion della raccolta. Ma per ripulire la città è necessaria una raccolta straordinaria.

La frattura provocata dal licenziamento, avvenuto mercoledì 10 aprile, del sindacalista della Fiadel, Donato Capobianco, sembra nel frattempo destinata a ricomporsi. Capobianco, licenziato per aver duramente criticato una procedura aziendale, ieri ha consegnato al sindaco Russo una lettera di scuse: “Confermo la buona fede delle mie posizioni nell’esercizio delle mie funzioni sindacali ma le mie affermazioni non avevano l’intento di offendere la suscettibilità e l’onorabilità di nessuna delle persone coinvolte in questa vicenda. Ove mai involontariamente ciò fosse accaduto me ne prendo la piena responsabilità e me ne scuso, esprimendo rammarico per coloro che, mio malgrado, possano essersi sentiti denigrati”. Oggi, a mezzogiorno, il sindaco aprirà la trattativa.

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