L’associazione della città delle fabbriche “Pomigliano per la Legalità-Domenico Noviello” chiarisce il suo ruolo nell’ambito dell’intesa che l’ha vista coinvolta insieme ai carabinieri e ai commercianti.
L’Operazione Città Sicura: commercianti che diventano sentinelle del territorio e che collaborano fattivamente con i carabinieri nella prevenzione e nella repressione del crimine predatorio oppure organizzato. A questo proposito l’associazione antiracket di Pomigliano, “Per la legalità”, intitolata a Domenico Noviello, il commerciante di Castelvolturno ucciso dalla camorra per essersi rifiutato di pagare il pizzo, tiene a spiegare i termini del suo coinvolgimento nell’intesa con i militari e i soggetti che partecipano all’iniziativa.
“L’associazione – dichiara l’organismo antiracket – ha ospitato nella sua sede di via Locatelli, a Pomigliano (un appartamento confiscato ai clan, ndr), l’incontro con l’Arma dei carabinieri e a questa riunione, organizzata in collaborazione con Aicast Imprese, una delle associazioni dei commercianti e degli imprenditori, hanno partecipato anche esponenti dell’Ascom-Confcommercio di Pomigliano, nota associazione di categoria degli esercenti, e altri commercianti non associati a nessuno”.
Si tenta di stabilire una complicata sinergia. Una sinergia che però è possibile. Basterebbe seguire il vademecum anticrimine consigliato agli esercenti dal colonnello Luca Corbellotti, comandante del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna. Vademecum che è stato diffuso in un volantino stampato in migliaia di copie dall’associazione Aicast Imprese.







