Resta alta la tensione nel polo industriale. Assemblea permanente nella Tiberina e rissa sfiorata tra Russo e il Comitato di lotta cassintegrati e licenziati.
La polveriera Pomigliano sembra sempre sul punto di esplodere. Ieri un’altra giornata di tensioni, di rabbia e di spiacevoli screzi culminati con un parapiglia mescolato a insulti reciproci tra il sindaco di Pomigliano e i Cobas del comitato cassintegrati e licenziati Fiat. Non c’è che dire: nel polo industriale della fabbriche in crisi la situazione è ormai giunta al limite.
Mercoledì e giovedì mattina c’erano già state la rivolta dei disoccupati nella vicina Acerra, gli scontri con le forze dell’ordine, l’occupazione della sede della Uil, a Pomigliano, l’incendio sul posto delle bandiere di Forza Italia e, in serata, l’assemblea permanente degli operai della Tiberina, indotto Fiat, lavoratori minacciati dai licenziamenti e quindi rimasti asserragliati nello stabilimento.
Come se non bastasse a tutto questo si è aggiunto, ieri pomeriggio, poco dopo le 16 e 30, un episodio, come dire, “emblematico”: un accenno di rissa, proprio sotto le mura del municipio, tra il vulcanico sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, e i Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, Mimmo Mignano in testa, ex operaio licenziato dalla grande fabbrica automobilistica. Le sequenze dello scontro politico e sindacale sono di quelle da imbarazzo totale.
Poco prima delle quattro del pomeriggio un gruppo formato da una dozzina di Cobas Fiat e da esponenti dei movimenti dei disoccupati organizzati di Acerra, l’Mda e l’Nda, si piazzano sotto il portone principale del municipio di Pomigliano per tenere una conferenza stampa all’aperto sui fatti di giovedì, l’assalto alla sede della Uil della città delle fabbriche e a quella, attigua, di Forza Italia, le cui bandiere sono state anche incendiate. Poi però la conferenza slitta.
“Il sindaco ci vuole ricevere ”, fa sapere Nunzia Tedesco, dell’Nda di Acerra. Ma dopo mezz’ora il sindaco scende dall’ufficio ed esce dal portone. Lo scortano i carabinieri. A quel punto tutti capiscono che l’incontro non si farà. Apriti cielo. Cobas e disoccupati iniziano ad alzare la voce e Russo risponde per le rime. Il sindaco si avvicina alla sua auto, parcheggiata sul marciapiede che dà verso il centro di Pomigliano. Mimmo Mignano si attacca alla portiera: “Perché non ci vuoi ricevere?”, urla. Russo lo respinge con una mano.
“Tu sei un delinquente, non ti riceverò mai”, replica il sindaco. Un altro militante politico si avvicina e insulta: “E tu sei un mariuolo”. Tutto precipita. “Jatevenne, via, delinquenti”, rintuzza il primo cittadino. Insulti da una parte e dall’altra. Ancora una manata tra Russo e Mignano. Poi il sindaco entra in auto e l’autista dà un colpo di acceleratore, mentre i carabinieri mettono in funzione le sirene. Alla fine denunce reciproche. Mignano denuncia Russo per ingiurie. Il sindaco fa lo stesso nei confronti del militante Cobas. Russo poi, in serata, dirama la sua versione dei fatti. In un comunicato fa scrivere di essere stato aggredito.
Nello stesso frangente si consuma un altro dramma, quello dei lavoratori della Tiberina, barricati in fabbrica, ad appena qualche centinaio di metri dal municipio. L’incontro tra i sindacati e l’azienda, durato poco meno di due ore, fallisce. Un operaio comunica: “La Tiberina ci ha proposto la riduzione dei licenziamenti dagli attuali 50 a circa 30, ma noi non ci stiamo: così ci mettono uno contro l’altro per cui lo sciopero a oltranza prosegue”. Un’altra notte al freddo, nel capannone della fabbrica. Produzioni bloccate. Fino a data da stabilire.

