I due gestivano un ingrosso di animali. Intervento dell’Arma e della Leidaa dell’on. Brambilla.
Due denunciati per maltrattamento di animali, si tratta di un uomo (58 anni) e di una donna (43) dediti al commercio di animali domestici e titolari, in qualità di amministratore e socio, di una ditta con sede in un capannone su via Nazionale delle Puglie.
Un capannone nel quale, come hanno scoperto i militari, i due tenevano in vasche non a norma migliaia di pesci rossi e tartarughe di piccola taglia destinati alla vendita all’ingrosso. L’attività era peraltro priva di autorizzazioni sanitarie e il capannone è stato sequestrato mentre i due, pur denunciati, restano in stato di libertà. Pesciolini e tartarughe sarebbero andati a fare da ornamento ad acquari e smerciati in vari negozi campani. Maltrattati fino al parossismo, in quel lager animale c’erano centinaia di pesci in sacchi di plastica con acqua sporca, molti già morti. Dopo il sequestro operato dall’Arma, la Leidaa, associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, provvederà a sporgere denuncia per maltrattamento e uccisione di animali nonché violazione di requisiti igienici e sanitari prescritti.
I controlli si sono estesi anche alla ditta di Mariglianella, che si occupava dei trasporti, dove sono stati rinvenuti altri quattro scatoloni pieni di pesci agonizzanti. I pesci ornamentali e le tartarughe sono considerati dalla normativa vigente «animali d’affezione», pari dunque ai cani e ai gatti. Il sequestro e le denunce operati a Pomigliano d’Arco e Marglianella sono probabilmente solo un tassello di un traffico ignobile che va avanti da tempo in tutta Italia.
(Fonte foto: Rete Internet)

