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Per il Monte Somma più pale, più picconi e meno gazebo

Una splendida giornata di cittadinanza attiva che ha visto partecipi le Paranze del Ciglio. Una dimostrazione di alto senso civico e attaccamento al territorio da parte di chi realmente lo vive. Tutto questo in contrappunto a una politica assente.

Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e se non si piglia ‘na varchetella ‘stu mare … mo’ l’attravierse!

Rimanendo in ambito marittimo, visto che parliamo di paranze a mille metri, raccogliere rifiuti sul Somma, è proprio come voler svuotare l’oceano con un cucchiaino. Purtroppo, decenni di feste mal gestite e un mal inteso senso della cosa pubblica, hanno fatto sì che ‘O Ciglio divenisse una sorta di pattumiera d’altura. Questo, fino ad oggi, dove appunto va sottolineato e apprezzato il fatto che le Paranze di Somma Vesuviana abbiano preso atto della triste realtà locale e si siano definitivamente rimboccati le maniche, e abbiano deciso di ripulire ciò che le feste e non solo, lasciano alle loro spalle.

Va anche detto che, in genere, le Paranze, al termine di ognuna delle feste che si tengono in cima al Somma, ripuliscono ciò che producono e fanno del loro meglio per lasciare il posto così come l’hanno trovato ma gestire la situazione non è semplice come purtroppo sembra, vista l’alta ed eterogenea affluenza di devoti sul Somma e la natura impervia del luogo dove si celebrano le ricorrenze in onore della Mamma Schiavona. Si sa quel che si trova fuori uno stadio, dopo una partita di calcio o dopo un concerto, si sa cosa si lascia in città dopo un grande evento che prevede una grande partecipazione di pubblico, accade una cosa molto simile anche a Madonna dell’Arco, durante il famoso pellegrinaggio, ma l’unica differenza con le devozioni del Somma è che lì, il tutto, si svolge in montagna, ed è questa la sua singolarità ma anche la sua criticità.

Vi è poi, a corollario di tutto ciò, la nostra anarchia intellettuale e la nostra ignoranza, che ci impone comportamenti che vanno ben oltre il lecito e il logico ma va detto che l’intento delle Paranze è stato ed è quello proprio di gestire anche queste situazioni, cercando di educare soprattutto le nuove generazioni a sentire, più che capire, il rispetto per la Montagna e quello che rappresenta. Ieri mattina, una cinquantina di persone, provenienti dalle varie Paranze di Somma Vesuviana, si sono dati appuntamento alle sei e trenta, presso Santa Maria a Castello, per ascendere a Punta Nasone, il luogo più alto del Monte Somma e iniziare una radicale pulitura dei sentieri che conducono alla vetta e rendere più degni i luoghi dove si celebrano le devozioni.

Le Paranze si sono dette indignate di ciò che hanno trovato, nonostante i loro sforzi di mantenere pulito quel luogo, ma dare ad intendere alle persone l’importanza di certe cose non è purtroppo cosa facile e si spera nell’esempio positivo e nella consapevolezza delle vecchie e nuove generazioni. A fine giornata, verso mezzogiorno, sono stati accumulati in località Santa Maria delle Grazie, (portati fino alla Traversa a spalla) una novantina e forse più sacchi di plastica, quelli grandi, neri, di quelli che ancora si usano per la raccolta indifferenziata. Sono stati lasciati là dove normalmente i responsabili della nettezza urbana li raccolgono.

Questo, assieme all’affidamento di 4 rastrelli e 5 pale, sarà l’unico apporto dell’amministrazione comunale all’opera della comunità delle Paranze, e pensare che stiamo in campagna elettorale! Infatti, salvo qualche storico devoto, alla Montagna e alle sue vicissitudini, non s’è visto alcun candidato lungo le pendici del Somma e neanche alle sue falde, neanche per fare semplice atto di presenza. È evidente che, nonostante tutto, la politica non è ancora cambiata e permane ancora quella di chi, volendo ottenere il massimo risultato col minimo sforzo non ama sporcarsi le mani!

Come si vuole cambiare le cose se si fa finta di non vedere o non capire quello che succede sul proprio territorio? Come si può disconoscere l’importanza mondiale dei riti della Madonna di Castello, quelli esaltati da Lomax e Carpitella? Come si fa a non vedere lo stato di sfacelo di quei luoghi? Molti di questi signori in giacca e cravatta, preferendo più il gazebo in piazza che la baracca sul Ciglio, sosterranno che chi è causa del proprio male pianga se stesso, nel senso che se le paranze sporcano, le paranze puliscono, ma questo è vero solo in parte, le paranze, quelle vere, quelle organizzate, non solo puliscono, ma tutelano un territorio abbandonato dalle autorità, ivi incluso un Ente Parco pressoché assente, impotente e deprivato di tutte le sue armi e dei suoi mezzi, e talvolta anche delle sue volontà.

Ma che dire della discarica presso Santa Maria delle Grazie, appena denunciata con clamore nazionale e con i sigilli già violati? È anche quella colpa delle Paranze o di un malcostume legittimato? Ci piacerebbe vedere, di tanto in tanto, anche il Corpo Forestale dello Stato a tutelare quei luoghi, a mo’ di deterrente e non perché spinti da una denuncia, magari con uno scarponcino più adatto alle circostanze, per sentirci più tutelati su una Montagna di tutti, ma in quanto tale salvaguardata da tutti, anche dalle forze dell’ordine, che spesso latitano i sentieri del Vesuviano.

Infine, troviamo oltremodo indecoroso da parte della politica locale il fatto che si sottovaluti la realtà delle feste sommesi, che sono tutt’altro che un ritrovo d’ubriaconi, come convenientemente molti sosterrebbero. La tradizione sommese, legata ai culti della Mamma Schiavona, ha origini antiche ed è una delle poche realtà che continuano a resistere nonostante l’omologazione dei nostri costumi. Una realtà seguita, studiata e apprezzata più all’estero che qui da noi dove, con la puzza sotto al naso, etichettiamo come plebee certe manifestazioni ataviche e visceralmente legate al culto del territorio e quello che rappresenta. Quindi, in futuro, il sindaco che verrà, garantisca più collaborazione alle iniziative delle Paranze, qualcosa in più di 5 pale e 4 rastrelli!

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