Nonostante veti, oppressioni e persecuzioni, nel 1934 il fascismo trionfa alle elezioni. I candidati proposti dal duce ottengono quasi il 100% dei voti.
Di Ciro Raia
Il Partito Nazionale Fascista, intanto, persegue la sua opera di radicamento e potenziamento nella società. Conta, infatti, agli inizi degli anni trenta, 661.386 iscritti ai fasci maschili, 104.804 ai fasci femminili, 26.729 giovani fascisti e 479.531 aderenti ai fasci giovanili di combattimento. Le varie organizzazioni giovanili fasciste contano la bellezza di 1.604.616 iscritti. Pio XI –nonostante la compiacente decisione, da parte del fascismo, di abolire la festività del 20 settembre (presa di Porta Pia)- è preoccupato dalla grande massa di adepti e ritiene di dover mettere in moto l”Azione Cattolica, perchè teme un tentativo fascista di arrogarsi il diritto di educare i giovani. In molte scuole, infatti, si prega così: “Io credo nel sommo Duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore”.
Ma il radicamento del fascismo avviene, soprattutto, attraverso divieti e persecuzioni. Nella scuola –proiettata ad impartire un”educazione austeramente patriottica– si realizza la definitiva fascistizzazione: i presidi delle scuole medie, i presidi delle facoltà universitarie e gli stessi rettori sono scelti unicamente tra coloro che risultano iscritti al P.N.F., da almeno cinque anni. All”università tutti i docenti sono vincolati all”obbligo di giurare fedeltà al fascismo. L”Associazione fascista della scuola cancella tutte le organizzazioni sindacali del passato. Anche le associazioni dei dipendenti statali, dei postelegrafonici e dei ferrovieri cadono sotto il diretto controllo del partito fascista.
L”OVRA, uno speciale organismo di polizia segreta fascista (fondato nel 1930) assicura alle patrie galere numerosi oppositori, specie tra gli iscritti ai partiti di sinistra. In questo periodo il partito comunista ha gli organi di direzione all”estero e si logora in un dibattito interno tra le menti libere dei suoi simpatizzanti e la struttura troppo monolitica del partito stesso. Il partito socialista, invece, riesce a ricompattare le idee dei massimalisti e dei riformisti e si unisce attorno all””Avanti!-L”Avvenire del Lavoratore”, giornale diretto da Pietro Nenni e da Pallante Rugginenti.
A rendere maggiormente aspro il controllo della politica sulla vita degli italiani, nel luglio del 1931, entra in vigore il nuovo codice penale, elaborato, in massima parte, dal giurista napoletano Alfredo Rocco. Col nuovo codice è ristabilita la pena di morte anche per i reati politici.
Ma nonostante tutti i veti, le oppressioni e le persecuzioni messi in atto nei confronti di ogni tipo di dissenso, il fascismo celebra il suo trionfo con le elezioni del 1934. Un autentico plebiscito, circa il 99,84% dei voti validi vanno alla lista unica dei 400 deputati proposta dal Gran Consiglio. Attorno a Mussolini monta un”autentica venerazione, testimoniata anche dal film di Alessandro Blasetti, 1860, che, nel raccontare l”impresa dei Mille, presenta Garibaldi come il precursore del Duce.

