Le recenti vicende che riguardano Bertolaso accendono un faro anche sulla politica campana. Qui, la vera rivoluzione è affermare il legame indissolubile tra legalità, trasparenza, efficacia ed efficienza dell”azione politica e amministrativa.
Le recenti vicende che hanno riguardato Bertolaso, la Protezione civile, gli interventi straordinari a L”Aquila e a La Maddalena, hanno riacceso un dibattito che sembrava superato da anni sul rapporto tra legalità ed efficienza. Molti sono infatti i sostenitori della tesi che, per un amministratore pubblico, il raggiungimento di risultati rapidi e, quindi, la dimostrazione di capacità di governo e di efficienza amministrativa, sia molto più importante del rispetto di regole burocratiche -i famosi lacci e lacciuoli- che ritardano la soluzione dei problemi e, in aggiunta, non sono comprensibili dai cittadini e quindi dagli elettori.
Negli ultimi anni, proprio in virtù della tesi del primato dell”efficienza e dei risultati, rispetto alla rigida osservanza di regole e di procedure con funzione di controllo della legalità e della trasparenza, si sono privilegiati i poteri commissariali, anche a favore di Sindaci e presidenti di Provincie e di Regioni.
In pratica, quando un problema presentava i caratteri dell”emergenza da risolvere rapidamente, fossero i rifiuti, il traffico, le periferie, il rischio di fallimento di un teatro lirico, la realizzazione in tempi rapidi di interventi per rendere possibile una manifestazione internazionale, o si individuava un soggetto cui attribuire poteri che consentissero la velocizzazione di tutte le procedure, comprese quelle relative a gare ed appalti, ma in particolare il superamento di autorizzazioni, come quelle ambientali e urbanistiche, che richiedevano il parere favorevole di più soggetti e, quindi, tempi non brevi per il raggiungimento di un accordo, o si attribuivano questi poteri al pubblico amministratore già titolare del problema e della sua soluzione.
A parte il fatto che, spesso, in particolare in Campania e nel Mezzogiorno, le strutture commissariali invece di essere la soluzione più rapida del problema sono diventate esse stesse un problema per ragioni legate alla loro struttura operativa e alla necessità di consolidare e perpetuare un approccio fondato su rapporti discrezionali e privi di trasparenza, il ricorso ai poteri commissariali è diventata la regola, nelle amministrazioni interessate, non per raggiungere più rapidamente i risultati ma, unicamente, per superare i vincoli amministrativi e procedurali della legislazione ordinaria, soprattutto in materia di appalti, gare, forniture, consulenze e incarichi.
Legalità ed efficienza non sono, in realtà, nè in contrasto nè inconciliabili. Gli esempi di come si possano coniugare rispetto delle regole e delle procedure e raggiungimento dei risultati in termini di efficienza e di efficacia potrebbero essere tanti, a cominciare da quelli che mi hanno visto direttamente impegnato come amministratore sia al Comune che alla Provincia di Napoli. Il problema vero è che, per troppi amministratori, l”importante non è dare rapidamente soluzione a problemi della collettività, ma piuttosto quello di trovare l”escamotage che consenta l”aggiramento o il superamento delle normative esistenti.
L”esempio delle società miste è quello più macroscopico: in presenza di una normativa che vietava assunzioni nella pubblica amministrazione, la si è aggirata con assunzioni affidate ad un soggetto privato e costi scaricati, in vario modo, sulla pubblica amministrazione.
Un modello di gestione della cosa pubblica che è chiaramente insostenibile dal punto di vista dei costi, come dimostra l”esplosione dei deficit in tutti i Comuni, ma è anche perverso perchè tende a valorizzare, anche presso gli elettori, oltre che presso gli imprenditori e i professionisti che vivono di rapporti inconfessabili, gli amministratori che della ricerca degli escamotages, dei sotterfugi, della discrezionalità fanno la loro forza e il loro modo di fare politica.
La vera rivoluzione, in Campania, sarebbe quella di affermare, a cominciare dai candidati alla presidenza della Regione, e poi praticare, il legame indissolubile tra legalità, trasparenza, efficienza ed efficacia.

