Quando si è in vena, si tollera un po” tutto: le sudicie vetture dei treni, la maleducazione dei passeggeri e anche i finestrini opachi di sporcizia. E la fantasia vola:Di Giovanni Ariola
È fine settembre e all’Istituto Linguistico l’attività ordinaria è sospesa per due giorni per consentire le pulizie autunnali. Il prof. Carlo ha deciso di andare comunque in città per fare una capatina (o, se si preferisce, un salto, insomma eseguire una toccata e fuga, un entrare alla svelta, prendere in prestito un libro e uscire senza fermarsi a respirare, come è aduso, l’aroma inebriante dei libri) alla Biblioteca Nazionale.
Almeno questa è la versione ufficiale comunicata in famiglia per motivare validamente il suo allontanamento da impegni familiari in giorno di vacanza, ma in realtà con l’intento di fare una delle sue passeggiate periodiche da autentico flaneur (un po’ vagabondo e un po’ perdigiorno, ma nello stesso tempo acuto osservatore alla maniera di Baudelaire e di Benjamin) che gli piacciono tanto e che gli sono essenziali per la difesa e la conservazione della sua libertà mentale.
È così caricato, quasi eccitato nel profondo del suo essere, che non gli danno fastidio, come accade di solito ogni giorno, nel suo pendolarismo dal paese dove abita alla città, salendo in una delle vetture della Circumvesuviana, graffitate all’inverosimile (= insudiciate con scritte e disegni dai colori vivaci eseguiti con bombolette spray), né il vociare ad alto volume dei passeggeri che affollano l’atrio, né lo spintone che riceve da un giovanottone sbrindellato e probabilmente ‘fatto’ (= drogato) con la sua immancabile birra brandita con spavalderia oscillante e tremolante, né infine il dover pulire con proprio fazzoletto di carta l’unico posto libero dopo che il fanciullone riccioluto e obeso, stravaccato sul sedile di fronte, si è degnato, previa occhiata mia espressivamente richiedente e occhiata sua insolente e infastidita, di tirar giù le sue zampe corredate da scarpe ginniche maleodoranti.
Guarda, oggi, il prof. Carlo, sereno fuori del finestrino per fortuna aperto e quindi solo a metà opacizzato dalla sporcizia, il paesaggio che in questo periodo è di una amenità pacata dopo i furori estivi con il Vesuvio e il suo fratello maggiore Monte Somma stagliati su un cielo limpido e luminoso. E all’improvviso si sente lievitare dentro una gioia strana e avverte uno sguardo insistente…Finalmente la vede e la riconosce, la sua vecchia amica, seduta al suo fianco…Detto fatto, l’invito a una passeggiata insieme e l’assenso entusiastico…Ora sì che la giornata sarà piacevole e piena di emozioni!
Subito all’uscita dalla stazione, ecco un grande manifesto “BASTA CASTA”
– Che rima fulminante! – esclama entusiasta il prof.
– Convengo – interloquisce l’amica – Rende bene lo stato d’animo dei cittadini insofferenti della classe politica, indignati e decisi a scendere in campo, a passare all’azione…
– Io… pensavo piuttosto a una fanciulla che avesse deciso di rinunciare al voto di castità…
– Sei in vena di parolare, di scherzare con le parole e con le loro ambiguità caro il mio zuzzurellone o zuzzurullone che dir si voglia…
– È la tua presenza che mi stuzzica…
– E allora che ne dici di un cartello sloganante (= che ostenta uno slogan) nella sala d’attesa di un dietologo: BASTA PASTA…
– Esilarante! – esclama il prof. – Ma…cambiamo marciapiede, quel cartello ci dà l’alt con il suo LAVORI IN CORSO.
– Sai che esiste una ONLUS no-profit di volontariato e di solidarietà sociale che si chiama VALORI IN CORSO?
– Delizioso e significativo anagramma… da LAVORI a VALORI. Ma è ora di ammirare il nostro sempre splendido ATTORE S. Carlo…
– Sei quasi patetico con il tuo anagrammare alquanto sempliciotto: attore = teatro…non puoi farcela con me che sono quella che sono…piuttosto goditi l’insegna di quella merceria, che annuncia, credo, la vendita di bottoni pregiati…
– …”SEDOTTI E ABBOTTONATI” – legge divertito il prof. – Espressione che ovviamente è ricavata dal titolo del gustoso libretto di Antonio Romano, “Sedotto e abbottonato- Il gioco della vita in 185 giochi” (Ed. Sperling Paperback, 2004). Che ne dici se proviamo a metagrammare (= passare da una parola ad un’altra cambiando una sola lettera)?
– Volentieri…potremmo passare a SEDOTTE E ABBOTTINATE (=depredate e saccheggiate)…
– riferendoci ad esempio alle tasche degli Italiani…nel momento storico attuale…
– …sei proprio un discolo stamane…ma ecco un’altra insegna interessante, guarda lì… quella “Tavola calda” …
– EATALIA? Mi arrendo, non capisco… – confessa un po’ indispettito il prof.
– È un bell’esempio di ibrido linguistico con crasi apparente di carattere fonico…la parola è composta di eat che, come sai, in inglese significa mangiare e si pronunzia « it » e « alia » che è la parola Italia aferesata, ossia con troncamento anomalo iniziale …si mettono insieme i due pezzi così come si pronunziano nelle due lingue e si saldano (crasi), ora leggi…
– ITALIA …ma…
– ma significa tutt’altro, insomma si tratta di un luogo dove si mangia all’italiana…
– molto ingegnoso…
– …un atro esempio di crasi è il nome MATERADIO, dato alla ‘festa’ organizzata da Radio 3 a Matera, dal 23 al 25 settembre scorso, in cui si sono avvicendati musica, canti, eventi spettacolari con tante occasioni di incontro e di divertimento ma soprattutto con le parole e le idee che Radio 3 manda in onda ogni giorno…
– …sì, si tratta di una crasi sillabica diversa da quella classica che, come sai, consisteva nel saldare due parole insieme attraverso la fusione della vocale o del dittongo finale di una parola con la vocale o il dittongo iniziale della parola successiva (dal gr. krasis = fusione)…
– …già, come la parola famosa kalokagathia (kalòs kaì agathòs = bello e buono), un sinolo filosofico di alta civiltà… in MATERADIO abbiamo invece la fusione di due sillabe, finale e iniziale, in questo caso identiche, delle due parole Matera e Radio…
– …la crasi classica comunque la troviamo nella nostra lingua in parole come cassintegrato, malinteso, malintenzionato per non parlare di gentiluomo e galantuomo.
È entusiasmante questa manipolazione della lingua che dimostra la effervescenza creativa della nostra gente…
– …anche se spesso l’inventio, ossia la creatività, è sfruttata a fini mercantili, insomma fornisce strumenti pubblicitari al mercato e ai mercanti…
– non me lo dire, l’altro ieri sono stato letteralmente trascinato da alcuni amici scriteriati in un’avventura notturna, una sorta di notte bianca che gli organizzatori hanno intitolata “Notte magica…notte fagica”, insomma, per fare un po’ di rima spicciola una baldoria mangiatoria con la presenza di sedicenti maghi e maghe che leggevano la mano e i tarocchi; pensa ad una decina di sagre (ormai la sagramania dilaga!) distribuite nei vari rioni del centro. In una di queste il titolo “Sagra dei ravioli” è diventata “Saga dei ravioli” con esposizione di grandi quadri che illustravano le imprese epiche della gustosa pietanza lungo la storia di quel rione e perfino un oratorio ha organizzato la “Sagra… sul sagrato”, per la quale un parrocchiano aspirante poeta ha partorito una giaculatoria davvero travolgente “Se vieni alla sagra sul sagrato/ il Signore ti sarà grato”…
– …non si può negare che è una goduria questa euforia fantalinguistica…
– Credo che sia venuto il momento di prenderci un caffè – propone il prof. – o… vogliamo deliziarci il palato con uno spumantino in questo Wine Bar (= ’a cantina di una volta, riveduta, ripulita e corretta) anche per complimentarci con il proprietario per la insegna del suo negozio “AL BRILLO PARLANTE”?
S’è fatto tardi e il prof. Carlo ricorda all’improvviso l’urgenza di tornare a casa perché ha un appuntamento al quale non può mancare. Si rivolge alla sua amica per salutarla e …non la trova al suo fianco. Appena si è accorta che il suo amico ha ormai la mente altrove, alle sue faccende routinarie…così come era apparsa, con la stessa fulmineità si è sottratta alla sua vista.
Non per niente questa meravigliosa creatura si chiama Fantasia.
(Fonte foto: Rete Internet)





