Nell’anno del centenario la crisi del Circolo Diaz è lo specchio della crisi di Ottaviano. Ma arriveranno i salvatori. Che saranno in regola con la retta annuale. Ovviamente.
Il 1913 è l’anno del centenario per il Circolo A.Diaz, se ha ragione la tradizione orale quando indica nel “ Diaz” l’erede del Circolo Sportivo Ottajano.
Il quale Circolo, nel 1913, ottenne che Ottajano fosse traguardo di una tappa del 2° Giro della Campania, organizzato dal “ Mattino “. Che giudicò eccellente il lavoro degli sportivi ottajanesi, Francesco Galliano, Mario Tarantino, Nicola De Rosa, Carlo Scudieri, e dei due giudici di tappa, Edoardo e Raffaele Mezza. La vocazione sportiva segnò la storia del Sodalizio con due passioni dominanti, il ciclismo e il calcio. Negli album delle fotografie vive, nel rigore del bianco e nero, il ricordo di Baldini, di Fabbri, di Cesarini, tutti campioni della bicicletta, ospiti del Circolo, e stanno in posa di fierezza i calciatori che tra gli anni ’60 e gli anni ‘ 80 scrissero l’epos del Diaz Ottaviano su tutti i campi dell’Eccellenza, da Vallo della Lucania ad Aversa, da Barra a Montella.
L’ultimo grande contributo alla storia sociale di Ottaviano il Circolo Diaz lo diede sul finire degli anni ’80, inventando il Palio degli Asini, una intelligente rilettura della “corsa degli asini ” che già nel primo Ottocento, in più Comuni del Vesuviano e del Nolano, faceva parte del programma della festa in onore del Santo Patrono e di qualche santo importante. Era, la corsa degli asini – ma dovrei dire “ dei ciucci “, perché c’è, tra asini e ciucci, una differenza sostanziosa, che merita un articolo a parte -, era, questa corsa, la risposta popolare alle corse dei cavalli organizzate, nelle stesse circostanze e lungo le strade cittadine, dai “ galantuomini “ borghesi. Di anno in anno le edizioni del Palio del “ Diaz “ divennero più ricche e più complesse, compresero sfilate in costume e cortei storici: grazie al concorso degli abitanti di tutti i quartieri di Ottaviano.
L’evento placava per qualche tempo le rivalità, le contese e i litigi che di solito allietavano la vita del Sodalizio: si sottomettevano all’ interesse generale e collaboravano lealmente per il successo della manifestazione perfino certi soci abituati ad aggirarsi per le sale con la prosopopea pettoruta di un condottiero italiano del Rinascimento, un Francesco Sforza, insomma, o un Bartolomeo d’ Alviano. Mi propongo di pubblicare, per il centenario, le fotografie di quegli anni complicati, ora attraversati dalla luce, ora immersi nella tenebra del lutto e del sangue: molti giovani ottavianesi si formarono, allora, in una specie di tèmenos, di sacro recinto, che comprendeva Piazza San Lorenzo, la Chiesa omonima, il rione Palazzine, il Circolo.
Penso a un libro della memoria che sia la professione, individuale e collettiva, di una certezza: che in quegli anni agitati la storia del “ Diaz “ coincise, in molti punti, con la storia della città. La stessa “ invenzione “ del Palio, che è stato l’ ultimo momento di aggregazione dell’ intera comunità ottajanese – lo dimostrano le fotografie che corredano l’articolo- fu ispirata anche da una comune volontà di riscatto. Era fatale che la storia del Palio finisse: la fine segnò, ufficialmente, l’inizio della crisi del Sodalizio, e in questa crisi si rispecchia quella economica e sociale della nostra città e del nostro tempo. Ma si faranno certamente avanti i salvatori. C’è chi mira orgogliosamente all’onore e al peso di organizzare la Festa del Centenario: il mio cuore di socio ne è confortato fino al pianto.
Sono certo che chi si proporrà come salvatore del Circolo “ A.Diaz “ – un circolo di quattrocento e più soci – prima controllerà se è in regola con la “ retta “ annuale. Sono certo, inoltre, che gli aspiranti salvatori sanno che raccogliere fondi, contributi e pubblicità, in nome del Circolo, è procedura complicata e delicata. Sono cose ovvie, dirà qualcuno. Chi lo dice non conosce la storia di Ottaviano. Dalla fine del regno di Carlo III ad oggi le stagioni più nere della nostra città sono state quelle in cui tutto il potere era concentrato nelle mani di uno solo, o, al contrario, la città pullulava di condottieri interi, di mezzi condottieri , di strateghi ufficiali e di strateghi ombra.
E’ capitato più volte a Ottaviano di essere pugnalata alle spalle, affettuosamente, da un suo figlio. Seguirò le vicende del Sodalizio più attentamente che quelle della campagna elettorale. I Sindaci passano, il Circolo resta. Deve restare.
(Foto: Ottaviano, Palio degli asini a piazza San Lorenzo, metà anni ’90)





