Nella splendida location del Palazzo Roccella a Napoli, un’ occasione imperdibile che rivisita l’intreccio tra il mondo della musica e quello dell’arte, attraverso le copertine “artistiche” dei 45 giri più famosi della storia.
Sembrano trascorsi millenni da quando l’invasione del 45 giri accompagnava, a suon di musica, l’Italia verso il boom economico degli anni sessanta. Sbarcato oltreoceano, il nuovo formato sonoro diventa immediatamente un must: un pezzo circolare di policarbonato di vinile su cui sono incisi i pezzi che stanno spopolando in tutto il mondo, è racchiuso in un guscio di cartone che sfoggiava la creatività di designer ed artisti che ne curavano la veste decorativa.
La più famosa copertina artistica del mondo, ad esempio, è confezionata da Andy Warhol per “The Velvet Underground & Nico”, primo album dei Velvet Underground che l’artista aveva prodotto nel 1967. Il caso della “banana di Warhol” è sintomatico di un fenomeno lungo decenni, che segnerà sempre più profondamente il rapporto tra musica ed arte. Non a caso sono proprio le tendenze artistiche più impegnate ad approfondire le ragioni profonde dell’esperienza estetica che si prestano, per un attimo, all’universo discografico.
Pop art, Graffiti Art, Fluxus, sondano il prodotto più popolare – e il vinile è rimasto sulla cresta dell’onda almeno fino alla fine degli anni settanta, quando è stato soppiantato dalle musicassette – per forzare i limiti della fruizione artistica secondo l’ input rivoluzionario che li caratterizzava. Detto questo, è evidente che il vinile, seppur reso obsoleto dalla nascita di nuovi e più funzionali supporti musicali, diventi un oggetto di nicchia, un prodotto per intenditori sia per la sonorità che la puntina garantisce quando ne graffia la superficie, che per il meraviglioso involucro pensato ad hoc. Il 45 giri si trasforma in feticcio, più di un oggetto semplicemente da ascoltare, si fa idolo da collezionare.
La mostra “45 ART – l’Arte a 45 giri” – al Palazzo delle Arti di Napoli, fino al 4 settembre – ripercorre questo fecondo intreccio tra musica e arte mettendo a disposizione del visitatore 545 copertine di dischi, 1350 immagini in proiezione dei dischi esposti, 145 dvd e 35 vhs con videoclip, concerti live e film musicali; l’ interattività è garantita, inoltre, da 9 postazioni per l’ascolto e da 18 cuffie personali.
Attraverso la Cover Art in esposizione rivivono le opere di alcune delle menti creative più brillanti del novecento. E ce n’è per tutti i gusti e le forme d’arte: Andy Warhol e Roy Lichtenstein, rappresentano il mondo Pop, Keith Haring e Banksy, i writer esponenti della Graffiti Art, e poi ci sono Robert Mapplethorpe per la fotografia, Peter Saville per la grafica, Guido Crepax e Frank Kozik, per la tipica vena fumettistica.
Le copertine originali dei 45 giri che hanno fatto la storia dei generi musicali più disparati, dal jazz al rock, passando, ovviamente, per la musica pop, sono la tracce di un’epoca, per la connotazione storica e sociale di questi prodotti.
Ma è anche il potenziale emotivo che le accompagna a favorirne il culto; ritrovare un disco avuto per le mani molti anni prima o semplicemente trovarsi di fronte alla copertina originale di "Without You" di David Bowie – EMI, 1983 – personalmente curata da Keith Haring (foto), non ha prezzo e soddisfa anche il palato più fino, coniugando la passione verso due maestri indiscussi nei rispettivi campi d’azione: arte e musica non sono state mai così vicine.
(Foto: David Bowie, Without You – EMI, 1983 – Keith Haring)



