Il nuovo thriller di Balaguerò racconta la storia di un uomo incapace di essere felice e ossessionato dalla felicità altrui.
Cesar non riesce ad essere felice. La radice del suo male non ha una spiegazione, esiste da sempre, da quando è venuto al mondo. Alcune persone nascono con menomazioni fisiche, lui con l’impossibilità di provare gioia; l’unica sfida è resistere alla voglia di ammazzarsi e il modo per farlo è negare la felicità anche agli altri. Lo scopo della sua vita è quello di togliere il sorriso dai volti delle persone, farle cadere nello stato di desolazione nel quale è costretto a vivere. Cesar comunica le sue “imprese” alla madre, costretta sul letto di un ospedale, le dice tutto fino a farla piangere, felice anche per la sofferenza causata alla donna.
Il mestiere di portiere gli permette di penetrare indisturbato negli appartamenti degli inquilini e di preparare le trappole per rovinare loro la giornata. Ma la sfida più grande ha il volto sorridente e fresco di Clara, giovane inquilina dell’ultimo condominio in cui si trova a lavorare. La donna – bella, innamorata e affermata nel lavoro – è un concentrato di energia e gioia di vivere, letale per l’instabile equilibrio psichico di Cesar. L’uomo inizia a nascondersi sotto il letto di Clara tutte le sere, prima del suo ritorno a casa; a notte fonda, mentre lei dorme, esce dal nascondiglio, la seda e dà inizio alle danze: altera con composti chimici le creme e i trucchi per rovinarle la pelle, dissemina uova di insetto per la casa e, dettaglio più agghiacciante, la violenta. Tutto per levarle il sorriso dal volto; la “resistenza” della ragazza porterà Cesar ad iniziative sempre più folli.
Con questo film Balagueró era atteso ad una prova di maturità. Il regista spagnolo è stato uno dei principali esponenti della rinascita del cinema spagnolo degli ultimi anni, in particolar per quanto riguarda il genere horror. I suoi due titoli principali – Rec (2007) e Rec2 (2009) – sono diventati dei cult e hanno mostrato un autore in grado di costruire la tensione senza trame articolate o effetti mirabolanti. Bed time è il tentativo di uscire dalla cornice rigida di un genere e raccontare una storia che, per quanto cupa e a tratti improbabile, affronta aspetti più universali come la solitudine e la depressione.
Cesar è un personaggio estremo, che ha il volto scuro e penetrante di un bravissimo Luis Tosar. Attraverso il suo protagonista, Balagueró sembra suggerire la possibilità che l’infelicità sia un male “naturale”, scritto nel DNA di alcuni uomini. Cesar dice di esserne affetto dalla nascita, senza particolari motivazioni sociali o familiari. Non riesce ad essere felice, non c’è mai riuscito; la cattiveria diventa una malattia, l’unica via possibile è eliminare la felicità dalla vita degli altri. Ma dal momento in cui decide di fare del male e si mostra troppo debole per uccidersi, si trasforma nel classico cattivo che sceglie consapevolmente ed è padrone delle sue azioni. Se ad un primo impatto è possibile quasi provare pena per Cesar – complici degli inquilini antipatici – col passare dei minuti il sadismo e la crudeltà escludono ogni empatia.
Nella caratterizzazione del protagonista il film di Balagueró è molto incisivo. Il titolo originale – Mientras duermes – individua il momento nel quale siamo indifesi e inconsapevoli di quello che ci accade attorno. Ed è allora che Cesar interviene per rovinare il risveglio e l’intera giornata. In questa dinamica il personaggio di Clara è una semplice funzione narrativa, utile per offrire a Cesar il pretesto per agire.
Come storia dell’ossessione di un uomo per la felicità altrui, Bed time è un film efficace, oscuro, che riesce a turbare attraverso la lucida follia del protagonista. Non succede niente di clamoroso o truculento (ad eccezione di una scena), ma la tensione e le atmosfere cupe funzionano alla perfezione.
Il film mostra qualche debolezza nell’approfondimento delle vicende personali del protagonista, il cui “male”, come si diceva all’inizio, viene presentato come “dato” da subito. Alcune trovate dell’intreccio (per il resto molto semplice) appaiono inoltre azzardate, in particolare nella sequenza cruciale tra Cesar, Clara e il fidanzato della donna.
Con queste eccezioni, Bed time è un buon film che mostra un regista pronto per uscire dai confini del genere e abilissimo nello sfruttare gli spazi angusti della vita quotidiana (condomini, stanze, ecc.) per costruire la tensione e dare poesia ai piccoli dettagli dietro i quali si nascondono paurose inquietudini.
Voto 6,5/10
Regia di Jaume Balagueró, con Luis Tosar, Marta Etura, Petra Martínez, Carlos Lasarte, Alberto San Juan
Durata: 105 minuti
Titolo originale: Mientras duermes
Uscita nelle sale: 27 luglio 2012





