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Nola. Caccavale: “Mancano le condizioni minime per amministrare, pronto a dimettermi”

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“Non condivido questo tipo di politica, ho accettato di essere nominato assessore per la fiducia e la stima che nutro per il sindaco Geremia Biancardi ma forse era meglio continuare ad operare da consigliere comunale”.

“Sono venti giorni che non vado al comando di polizia municipale per espletare il mio incarico di assessore; in giunta ho comunicato la sospensione della mia attività amministrativa se non vengono ripristinate le condizioni minime per potere operare”. E’ un fiume in piena Erasmo Caccavale, l’assessore con delega alla polizia municipale del comune di Nola.

“Sono stato uno strenuo assertore, e continuo ad esserlo, del Piano Urbano Traffico – continua Caccavale –; tuttavia ritengo che vada sostenuto da una serie di iniziative come la segnaletica, il controllo in strada da parte dei vigili e soprattutto la revoca di delibere che permettono (a qualche furbo) la mobilità in uscita di vigili; così non posso andare avanti con l’assunzione a tempo determinato del concorso dei vigili urbani per mancanza di sostegno economico e politico; per tutto questo sto valutando seriamente di dimettermi perché sono contrario a questo tipo di politica”. Una dichiarazione forte quest’ultima che contrasta nettamente con la grinta dimostrata da Caccavale nell’ultimo anno tesa alla nomina nell’esecutivo Biancardi. A distanza di tre mesi, arriva la delusione.

“E’ vero, sono deluso –chiosa Caccavale –. Non condivido questo tipo di politica, ho accettato di essere nominato assessore per la fiducia e la stima che nutro per il sindaco Geremia Biancardi; ritenevo che il suo impegno doveva essere supportato anche da persone amiche, anche perché per diversi colleghi non nutro la stessa stima che ho nei confronti del sindaco. Immaginate che da quando sono stato nominato assessore non ho potuto operare; la mancanza di fondi non mi ha permesso di acquistare delle auto usate per il comando della polizia municipale (eppure avevo messo a disposizione la mia indennità ma mi è stato riferito che non era possibile)”.

Quindi, a questo punto, per lei sarebbe stato meglio continuare ad operare da consigliere comunale?
“Certo– continua Caccavale –, da consigliere comunale almeno avevo la possibilità di esprimere il mio dissenso in aula, cosa che faccio sistematicamente anche in giunta, ma oggi mi sento ancora un eletto, anzi uno dei più votati, i miei consensi nelle tre consiliature a cui ho partecipato sono sempre aumentati (300 alla prima, 400 alla seconda e quasi 600 alla terza)”.

Qualcuno sostiene che inizia a fare di nuovo il “monello politico” o meglio l’ammazza-amministrazione.
“Allora– continua Caccavale –, lei mi dà l’opportunità di chiarire. Tutte le mie manifestazioni di dissenso erano finalizzate al bene comune; con la giunta Serpico il mio dissenso nasceva dalla spartizione politica per le nomine in Campania Felix (multi utility ambientale oggi in liquidazione, ndr) e soprattutto sul protocollo di intesa per Vulcano Buono; con la giunta Napolitano non fu il sottoscritto ad essere il colpevole, ma un gruppo di eletti nell’opposizione che confluirono (sostenendo per il bene della città) nella maggioranza. Le questioni devono essere risolte con il confronto e la massima trasparenza, personalmente sono innamorato di questa città anche se abito a Saviano, ma molti miei colleghi non hanno amore per Nola”.

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