Da Scampia a New York, da Gomorra al partito arancione, dai vigili urbani ai parcheggiatori abusivi. Cosa è accaduto negli ultimi giorni tra danni, critiche e novità all’ombra del nostro Vesuvio.
La nostra regione negli ultimi giorni ha vissuto varie esperienze particolari, tasselli di un puzzle con cui verrà creata l’immagine del nostro territorio in questo nuovo anno. Napoli si propone con vivacità alle aspettative di cambiamento, mettendo in campo confronti politici e discussioni alternative. Qualunque siano i risultati di tali riflessioni, è pur sempre positivo il tentativo di creare critiche e proposte, piuttosto che tacere lasciando stagnare, nel nostro golfo, l’acqua sporca del silenzio.
Ingrid K.Williams, giornalista del New York Times, ha pubblicato presso il noto giornale statunitense, un articolo scritto dopo una sua visita nella città partenopea, in cui, finalmente, la descrizione della nostra realtà locale viene dettagliata in modo positivo, superando i pregiudizi ed elogiando le risorse storiche e il patrimonio culturale che la nostra città ha da proporre. Non più solo criminalità e corruzione, ma anche una metropoli frizzate e giovane piena di attività interessanti e con panorami mozzafiato. Attraverso varie tappe, la giornalista descrive le sue ore vissute a visitare tanti nostri luoghi, esaltando le attività coinvolgenti e vivaci che si possono vivere qui da noi.
Un articolo dovuto a questa città, che finalmente chiarisce anche la necessità di non fossilizzarsi su quelli che sono gli aspetti fin troppo negativamente propagandati, che impongono all’estero la visione di un territorio rischioso, brulicante di terrore e di pessimistica incapacità di crescere. E’ da questo articolo che parte una nuova riflessione che interessa i napoletani e che ha fatto nascere polemiche e contrasti tra i protagonisti dell’attualità nostrana. Angelo Pisani, Presidente della Municipalità di Scampia ha categoricamente vietato le riprese di una fiction su Gomorra, che avrebbero dovuto ambientarsi nel quartiere Scampia. A quanto pare per il Presidente Angelo Pisani, non è lecito né accettabile che ancora una volta venga proposto al pubblico internazionale, la visione di un quartiere incapace di crescere è che vive soltanto di camorra e violenza.
Per favorire la discussione questa rubrica ha provato a creare un sondaggio attraverso l’uso di un noto social network, per poter sentire prima di tutto come viene interpretata la scelta dalla gente comune. Il risultato è stato indiscutibile: c’è chi ha scritto per e-mail, c’è chi ha commentato il sondaggio pubblicamente, ma quasi tutti hanno risposto che non è assolutamente accettabile consentire le riprese di un nuovo Gomorra usufruendo del territorio di Scampia. Sono stati raccolti commenti come: “Napoli è una delle città più belle d’Italia. E’ lo specchio del mal governo italiano, dove poche migliaia di persone tengono in ostaggio tutta la città”, oppure “Le riprese le dovrebbero girare nei palazzi del governo a Roma! Lasciate crescere Scampia!”.
Quasi tutti d’accordo quindi con Angelo Pisani e con il noto sacerdote anticamorra Don Aniello Manganiello che ha invitato a fare attenzione sui rischi che può apportare la realizzazione di questa fiction, specificando però quanto la scelta debba essere presa dai cittadini del quartiere. Da una prima analisi i cittadini di Scampia non sono assolutamente d’accordo alle riprese e il motivo è facilmente spiegabile con il timore di svilire ulteriormente i tanti fattori positivi che, soprattutto negli ultimi anni, stanno nascendo da Scampia, attraverso proposte, scelte dell’amministrazione, e attraverso i tanti giovani che si stanno impegnando a proporre all’intero quartiere un cambiamento possibile realizzato da fatti e da nette scissioni dal crimine organizzato.
Effettivamente il rischio c’è, ed è quello di dare un’immagine spettacolarizzata e distorta della criminalità organizzata campana. Il compianto Professore Amato Lamberti, lucido osservatore scientifico dei fenomeni camorristici, riteneva pericolosissimo propagandare un aspetto romanzato della camorra, poiché così facendo, si agiva solo sull’incremento della paura e del processo di stereotipizzazione, che di per sé nega la possibilità di analizzare i fatti, documentandoli e combattendoli, ma piuttosto induce ad allontanare la soluzione, fin troppo trattenuta dalla mitizzazione e dall’infallibilità della camorra. Lamberti sosteneva che costruire una camorra a uso e consumo del romanzo e dello spettacolo, rende il disagio surreale e indefinibile scientificamente, ma soprattutto il più grande danno è quello di fermarsi ala visione della manovalanza e all’ala militare, senza invece, fare i nomi dei colletti bianchi, senza i quali, sosteneva Lamberti, la camorra non può agire e ramificarsi in più realtà sociali.
A quanto pare quindi, la scelta delle riprese è interpretabile in vari modi, discussioni attuali che almeno tengono viva l’attenzione sull’argomento, senza ancora cadere nelle eventuali conseguenze negative di una seconda Gomorra. E’ indubbia l’importanza di parlare del fenomeno camorra, così com’è totalmente indiscutibile la necessità di non limitarsi al romanzo, bensì di scavare nel problema con l’analisi scientifica, la raccolta dei dati e portando a galla i nomi e i cognomi degli amministratori che autorizzano e favoriscono la crescita dell’arroganza camorristica. Saviano intanto da parte sua attacca il Sindaco De Magistris, chiaramente schierato contro la fiction su Gomorra, accusandolo di non aver avviato nessuna riforma efficace, di aver completamente dimenticato le periferie della città, limitandosi a “ridicole” piste ciclabili.
Lo scrittore rinnega così quello che fu il suo sostegno per De Magistris durante la campagna elettorale, essendo deluso del primo cittadino e delle sue attività. Le polemiche sono ancora calde e in attesa di risvolti interessanti, intanto ci godiamo questo “nuovissimo” partito arancione, sperando che la nuova attività non faccia venir meno il Sindaco dall’impegno preso precedentemente con i cittadini napoletani, lasciandoli a bocca asciutta, solo per ambire a posizioni di rilievo nazionale. Qualcosa in questa città si sta movendo, bisogna solo capire se è un movimento apparente, o se magari questo movimento potrà avere risvolti peggiori. Movimenti talvolta avvilenti e imbarazzanti, come quelli filmati da Striscia la Notizia, in cui un vigile urbano viene smascherato mentre stringe accordi con un parcheggiatore abusivo.
Per quanto il filmato di Striscia possa avere delle sdrammatizzanti risate di sottofondo, il pericolo in tutta questa confusione è che nessuno faccia un’indagine seria per scovare gli infamanti accordi tra forze dell’ordine e parcheggiatori abusivi, che, non dimentichiamolo, sono molto spesso uomini che operano in nome e per conto dei clan camorristici.

