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lunedì, Maggio 23, 2022

Marigliano, emergenza cimitero

Nuova denuncia del Partito Democratico sulle salme del cimitero trovate mummificate. La mancata decomposizione sarebbe da ricondursi alla tipologia di inumazione che non consente la decomposizione dei corpi.

Preoccupa sempre di più la mancata decomposizione delle salme nel cimitero di Marigliano verificatesi nelle recenti esumazioni . È quanto si legge in un comunicato stampa del consigliere Pd Sebastiano Sorrentino, che ha presentato un’interrogazione al Consiglio Comunale ad oggetto proprio l’inadeguatezza dell’attuale tipologia di inumazione.

Tale sistema, introdotto nel 2004, si sarebbe rilevato inadeguato a causa della tipologia di terreno che non permette lo scambio di ossigeno con l’atmosfera per la decomposizione della bara e la trasformazione in sali minerali dei corpi inumati. La scoperta è avvenuta in occasione delle esumazioni effettuate lo scorso Ottobre. Nel corso delle operazioni, infatti, sono emerse salme indecomposte e quindi mummificate. “Circostanza – dichiara Sorrentino – che lascia prevedere che il fenomeno potrebbe interessare oltre 1500 salme che sono prossime alla esumazione”. Ad oggi, l’Amministrazione Sodano ha ignorato il problema e non ha adottato misure idonee ad affrontare il problema.

Secondo quanto esposto dai membri del Pd, la mancata decomposizione dei cadaveri sepolti con questo metodo di inumazione potrebbe rappresentare un vero problema, soprattutto se lo stesso sistema verrà applicato alle future esumazioni. “ La mancata decomposizione delle salme e il conseguente reinterramento delle stesse – dichiarano – darebbe luogo ad una mancanza di spazi per le future sepolture e ad un consistente aumento dei costi di smaltimento futuri delle stesse che dovrebbero essere necessariamente cremate. Inoltre verrebbero anche vanificati i progetti di costruzione di cappelle nel vecchio cimitero, dato che quello spazio servirebbe necessariamente per le nuove sepolture”.

Una possibile soluzione sarebbe quella di ricorrere al precedente sistema di inumazione, adottato nel 2001 con il parere favorevole del Responsabile di Servizio e che non ha mai dato luogo a fenomeni di mummificazione. “A cosa serviranno i tanti loculi costruiti e da costruire se le salme dovranno ancora rimanere ancora a lungo sotto il terreno? Perché questo problema non si verifica nei comuni viciniori, ricadenti nella competenza della stessa ASL che adottano metodi di inumazione conformi alle norme di legge?” si chiede Sorrentino. “Il senso della mia interrogazione è quello di spingere l’amministrazione, ancora inerte, a trovare una soluzione che è possibile dato che più passa il tempo più il problema si aggrava” conclude il consigliere PD.

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