Licenziamenti alla newco: oggi confronto Fiat-sindacati

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All’incontro, fissato per le 15 nella fabbrica di Pomigliano, parteciperanno i responsabili nazionali dell’auto di Fim, Uilm e Fismic. Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: “Ribadiremo il no alla mobilità “.

Mentre la Fiom manifesta a Napoli nel giorno del suo sciopero nazionale, oggi, alle 15, confronto nello stabilimento automobilistico di Pomigliano tra la Fiat e i sindacati firmatari del contratto dell’auto. Oggetto: l’avvio della procedura di mobilità per 19 operai della newco Fabbrica Italia. Procedura che si concluderà il prossimo 13 gennaio e contro cui la Fiom ha opposto un ricorso che sarà discusso dal Tribunale del lavoro di Roma due giorni dopo, il 15 gennaio. Un atto aziendale deciso dalla Fiat per motivi “ occupazionali e produttivi” dopo la decisione della corte d’Appello capitolina di dare praticamente il via al passaggio in Fip di 19 operai iscritti alla Fiom, il cui primo giorno di lavoro nella newco è previsto per lunedi prossimo.

“Le strutture della Uilm oggi saranno a Pomigliano – anticipa Rocco Palombella, segretario generale della Uilm – per ribadire il no ai licenziamenti”. Certo è che un confronto in un primo momento considerato di routine ora ( ufficialmente il faccia a faccia doveva riguardare l’andamento generale dell’accordo Panda ) ora per bocca dello stesso dirigente sindacale diventa un qualcosa di particolarmente scottante. Questo perché si fa più insistente la voce secondo cui i licenziamenti dovranno paradossalmente riguardare proprio i nuovi entrati della Fiom. Un’ipotesi, non confermata da nessuno, che trae origine da un paragrafo della legge 223 del 1991, relativa alla mobilità, ai licenziamenti e agli ammortizzatori sociali.

Secondo quanto stabilito da un vincolo normativo circa le estromissioni dagli organici aziendali uno dei criteri per licenziare è di scegliere chi è stato assunto da meno tempo. Che è il caso, appunto, dei 19 operai iscritti alla Fiom appena fatti assumere in Fip su decisione della magistratura. Rocco Palombella, però, ritiene del tutto impraticabile questa ipotesi. “Siccome i 19 operai della Fiom – spiega il leader nazionale della Uilm – sono stati appena assunti la Fiat avrebbe una sola strada per estrometterli: quella del licenziamento in tronco: una cosa che nessuno potrebbe accettare”.

Nel frattempo resta il dato che la vertenza Fiat è resa sempre più incerta dal labirinto giuridico che si è venuto a creare. I continui ricorsi, da una parte e dall’altra, alla magistratura stanno creando un dedalo inestricabile, una sorta di spirale infinita. Non si riesce a intravedere un’uscita istituzionale e sindacale da questo tunnel di cause fatto di leggi e leggine. “Purtroppo è così – aggiunge Palombella – e di questo qualcuno, e non dico chi, ha la colpa. L’unica strada è la concertazione sindacale per cui dobbiamo sperare che si torni in questo ambito”.

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