I Cobas hanno tentato, invano, di bloccare la grande fabbrica automobilistica. Poi hanno paralizzato strade e autostrade tra Pomigliano e Napoli centro. Parapiglia “finale” con le forze dell’ordine nella Cgil di via Torino.
L’autunno caldo parte dalle grandi fabbriche. Ieri Cobas scatenati alla Fiat di Pomigliano e a Napoli. Alcune centinaia di extraparlamentari (Cobas di Fiat, Astir e consorzi di bacino, Si Cobas Granarolo e Tnt Bologna, Carc, No Tav, studenti, disoccupati Bros e centri sociali) alle quattro del mattino hanno tentato di bloccare, senza riuscirvi, la grande fabbrica in cui si produce la Panda.
Dimostranti che poi, alle dieci, sono stati protagonisti di un corteo a Napoli. E anche qui tensioni, con il blocco di via Marina e il traffico impazzito nel segmento di via Vespucci, dove c’è il palazzo della direzione regionale del Lavoro, l’ex collocamento, sede distaccata del ministero. A un certo punto alcuni disoccupati sono riusciti a penetrare nell’edificio e hanno occupato gli uffici. Un gruppetto di loro si è anche pericolosamente sporto su un cornicione, al secondo piano. Non è finita. Dopo poco più di un’ora i Cobas del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, circa una quindicina di operai cassintegrati, si sono diretti alla Cgil di via Torino, a pochi passi da piazza Garibaldi. Hanno occupato per vari minuti il pian terreno e il primo piano della sede regionale del sindacato.
Infine, l’interevento delle squadre antisommossa di polizia e carabinieri, che hanno sollevato di peso gli occupanti consentendo la normale prosecuzione delle attività degli uffici sindacali. A ogni modo, nonostante le forti tensioni per il lavoro, la giornata campale di ieri non ha fatto registrare incidenti. Le forze dell’ordine hanno controllato tutto lo svolgimento delle varie manifestazioni senza effettuare cariche. Alle proteste hanno partecipato, oltre a duecento tra cassintegrati Fiat, studenti dei centri sociali e disoccupati di Napoli, un centinaio di operai e studenti del nord, che sono giunti a Pomigliano alle tre del mattino, a bordo di pullman provenienti dalla Fiat-Mirafiori di Torino e dalle emiliane Granarolo e Tnt.
Tra loro alcune decine di extracomunitari, in prevalenza nordafricani. Trecento persone in tutto che all’alba hanno tentato di bloccare le produzioni Panda con una serie di picchetti sugli svincoli d’accesso alla grande fabbrica automobilistica. Per controllare al meglio la situazione poliziotti e carabinieri hanno inseguito a piedi i dimostranti attraverso le lunghe arterie che circondano la Fiat. Comunque alla fine gli operai in attività sono riusciti a entrare nello stabilimento e le produzioni sono state avviate regolarmente. Poco dopo gli scioperanti hanno bloccato per un’ora il vicino raccordo dell’asse mediano.

