Appuntamento con la favola del cantautore napoletano, sulla primigenia creazione dell’universo.
Nella storia di Partenope tutto ebbe inizio con un suicidio d’amore. E la tradizione canora, negli anni, ha spesso tracciato quel lungo filo conduttore tra Napoli e i suoi cataclismi sentimentali, una tela che li accomuna e che non giunge mai a totale compimento, com’è proprio dell’amore. Amore dei due sessi, ma prim’ancora amore per la vita, per la propria terra. E nulla, meglio dell’appuntamento al San Carlo il 10 febbraio, aggiunge tappa incisiva a quel processo senza fine di cui sopra. "L’amore muove la Luna" è il nuovo lavoro di Eugenio Bennato che comprende 9 brani per orchestra, coro e voci soliste, scritto per la rappresentazione al Massimo napoletano.
Sul palco del San Carlo Maurizio Agostini con Orchestra e Coro del San Carlo e, in scena, le voci soliste di Fatma Said, Sonia Totaro e Alexandre Joyeux, con la partecipazione di Pietra Montecorvino. È una fiaba per riflettere sulla bellezza, sulla magia del vivere e la preziosità dell’ambiente, in cui a fare da collante è il sentimento dell’amore, in un pianeta spesso maltrattato. A prendere parte all’evento sarà infatti anche Legambiente: con la sua opera ambientalista, Eugenio Bennato farà da testimonial della Campagna nazionale sulla Bellezza promossa da Legambiente e partita proprio al San Carlo con l’allestimento green di Rusalka (19 gennaio 2013).
Le immagini fiabesche per "L’amore muove la luna", invece, sono di Ennio Ecuba, illustratore e scenografo napoletano che ha firmato su invito del San Carlo la campagna di comunicazione d’autore per la nuova opera di Bennato, realizzando sette bozzetti originali, ispirato al brano "I sette giorni della Creazione". Insomma, l’amore ha spesso scandito delusioni sentimentali qui a Napoli. Stavolta, tinge a vividi colori l’attaccamento all’ambiente, grazie a Eugenio Bennato.






