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La Fiom ha vinto: “Gli operai iscritti devono rientrare in fabbrica”

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La Corte d’Appello di Roma ha bocciato il ricorso della Fiat contro la riassunzione di 145 lavoratori di Pomigliano, rimasti in cassa integrazione. Gli operai: “Siamo contenti”. La Fiat: “Non possiamo riassumere”.

Il primo grado a giugno, poi la richiesta di sospensiva ad agosto e stamane il secondo grado. Non poteva essere più chiara di così la magistratura del lavoro: gli operai della Fiat di Pomigliano iscritti alla Fiom hanno subito una discriminazione per cui devono essere riassunti dall’azienda nella società Fabbrica Italia Pomigliano, la fabbrica scaturita dal Marchionne pensiero, il nuovo stabilimento che ha determinato la creazione del contratto nazionale aziendale e la cacciata dei metalmeccanici della Cgil da tutto il gruppo automobilistico italiano.

Intanto il verdetto ha rinvigorito la sinistra politica e sindacale. Tra l’altro i giudici della corte d’Appello sono stati molto puntigliosi. “Hanno smontato tutte le motivazioni addotte dall’azienda”, spiega tono deciso Maurizio Landini, durante la conferenza stampa organizzata alle quattro del pomeriggio nella sede centrale della Fiom di Roma. Accanto a lui siede Franco Percuoco, operaio ed ex delegato della Fiat di Pomigliano: “Vorrei poter parlare a Marchionne a quattrocchi per dirgli una sola cosa: basta ”. Landini intanto suggerisce la strada per battere la cassa integrazione e consentire il rientro di tutti senza dare luogo a ulteriori malintesi: “ Contratti di solidarietà, com’è già stato fatto alla Volkswagen e come, tra ’altro, è già stato fatto nel gruppo Fiat, all’Iveco ”.

“Per quanto riguarda i 145 iscritti alla Fiom – aggiunge l’avvocato Panici, della consulta legale del sindacato – bisogna sottolineare che è la sentenza stessa a rendere subito esecutiva la riassunzione e a far considerare già al lavoro gli operai discriminati”. Ma il Lingotto non vuole mollare. In due comunicati, emanati subito dopo la conferenza di Landini e compagni, Torino scrive che “ si riserva di fare ricorso in Cassazione contro la sentenza di appello anche perché l’eventuale applicazione di questo verdetto arrecherebbe un danno irreparabile al contesto lavorativo della fabbrica di Pomigliano”. Dietro l’angolo si prefigura l’ennesima battaglia di piazza. Nel frattempo quali sono le reazioni degli operai che già lavorano nella Fip?

All’una e mezza, orario del cambio turno, davanti al varco numero due, un gruppo di lavoratori di Fabbrica Italia commenta sostanzialmente così: “Siamo contenti: più siamo in fabbrica meglio è. Speriamo però che adesso non si scateni una guerra tra poveri perché abbiamo già sentito dire che vogliono mettere 145 di noi in cassa integrazione per fare entrare altrettanti iscritti della Fiom. Inoltre non vogliamo che la lotta venga strumentalizzata da chi ha intenzione di farsi la solita campagna elettorale sulla nostra pelle”.

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