L’Istituto Superiore di Sanità scopre l’acqua calda: nella Terra dei Fuochi si muore di cancro più che altrove

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L’ente sanitario del Ministero della Salute ha pubblicato uno studio che conferma le conclusioni del Pascale e della ex Asl Napoli 4. Un rapporto giunto in ritardo, dopo molteplici denunce. Brutti dati anche per Taranto.

Forse c’è voluta la pressione esercitata dall’opinione pubblica locale, quel fiume in piena che ha invaso le strade di Napoli con i centomila in corteo nel piovosissimo 16 novembre dell’anno scorso. O forse sarà stato l’appello lasciato nelle mani di papa Francesco direttamente in Vaticano – era il 22 gennaio di quest’anno – dalle mamme dei bimbi morti di tumore. Per non parlare degli articoli insistenti e scomodi dei giornalisti di buona volontà che tentano di parlare un giorno sì e l’altro pure di ecomafia e di malattie assurde. E che dire delle azioni di quei pochi ambientalisti coraggiosi e di quei preti e di quei medici, anch’essi pochi, a dire il vero, che provano a smuovere le torbide acque in cui annaspano le istituzioni e il Paese intero.

Probabilmente sarà stato tutto questo insieme di voci “contro” a spingere l’Istituto Superiore di Sanità ad ammettere, soltanto ieri, ciò che tutti noi, abitanti della Terra dei Fuochi, sapevamo da molto, troppo tempo: nelle province di Napoli e Caserta si muore di cancro più che altrove in Italia. Ecco le percentuali diffuse dall’ISS, che nel complesso confermano quanto già pubblicato alcuni mesi fa dal partenopeo Istituto Nazionale dei Tumori Pascale. Napoli: mortalità in media del 10 % in più nella popolazione maschile e del 13 % in più in quella femminile. Caserta: mortalità del 4 % in più tra i maschi, del 6 % in più tra le femmine. C’è solo Taranto con la sua maledetta Ilva ad affiancare l’area campana nell’orrida quanto vergognosa classifica della morte sprigionata come il peggiore dei virus da un ambiente malsano.

Sì perchè l’Istituto ha ammesso anche questo. Nel nuovo studio SENTIERI (acronimo di Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio Inquinamento), pubblicato appena ieri, i professoroni dell’ISS consigliano sostanzialmente di “tenere i bambini lontani dalle fonti ambientali pericolose”. Non c’è che dire: gli esimi luminari della scienza medica nazionale hanno fatto davvero una “scoperta” sensazionale. Roba da premio Nobel. Cose che sapevamo tutti da decenni. Luminari che poi dichiarano palesemente il falso quando parlano, anzi, scrivono, nello stesso studio aggiornato, di ” risanamento avviato nella Terra dei Fuochi “. Una gaffe che denota quanto gli scienziati nascosti nel palazzone romano di viale Regina Elena siano poco informati della situazione in Campania, dove non è stato dato il via a una sola, vera, bonifica dei tantissimi siti avvelenati da camorra e politica deviata.

Un blocco in parte derivante dal fatto che ogni volta che si apre un bando di risanamento o non vi partecipa nessuno oppure quei pochi che entrano nella gara risultano ai controlli pappa e ciccia con mafia e camorra. E’ però l’inerzia delle istituzioni, a tutti i livelli, a rendere definitiva la paralisi sul fronte del repulisti. Che dovrebbe essere anche giudiziario. Ma pure su questo delicato fronte il condizionale è d’obbligo. A ogni modo torniamo ai contenuti più specifici dello studio Sentieri. E’ basato sui dati forniti da 55 comuni della Campania. Riscontra un eccesso di ricoveri ospedalieri per diversi tipi di tumore.

“In particolare – si legge – è stato individuato il gruppo di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorali) costituito da: “tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell’incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell’incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini)” . In eccesso in tutti i 3 indicatori il tumore della mammella. Nella provincia di Caserta riscontrati “eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) che riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini”.

Comunque secondo i professori di stanza nella capitale non risulterebbero eccessi tra i bambini. Ma a questo proposito c’è da rilevare un’altra percentuale da brivido: il tasso di ricoveri nel primo anno di età per i tumori è risultato maggiore del 51% nella provincia di Napoli e del 68% in quella di Caserta. “Per quanto riguarda la fascia di età da 0 a 14 anni – scrivono ancora i luminari – si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta. Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d’età da 0 a 14 anni”. Già, il registro tumori di popolazione. Fu istituito dall’ormai defunta Asl 4 di Pomigliano nel lontano 1995.

Sin da allora i giornalisti locali lanciarono l’allarme, non appena vennero resi noti i primi dati. Da quel periodo sono passati quasi vent’anni e non è successo niente. Cioè, non proprio niente: i roghi tossici, nonostante il decreto ad hoc, sono ricomparsi a raffica, proprio nelle ultime settimane, ogni giorno, mentre l’ecomafia ha imbottito di veleni le campagne di Acerra, Giugliano, Pomigliano, Casalnuovo, Afragola, Casal Di Principe, Marcianise, Maddaloni, Caivano, Nola, Casoria, Ercolano, Terzigno, Pianura, Chiaiano e chi più ne ha più ne metta. Poi c’ha pensato lo Stato a fare il resto, con le complicità eccellenti e con i suoi siti di stoccaggio cresciuti nelle varie emergenze rifiuti, vedi Taverna del Re, a Giugliano, immensi spettri cancerogeni che non si sa come eliminare se non facendoli inghiottire da un mostro tecnologico: il forno dell’inceneritore di Acerra.

Sì, Acerra: ex Campania felix quanto sfortunata, maltrattata da una politica cinica e da una parte minoritaria ma egemone dei suoi stessi abitanti, alcuni dei quali sono coinvolti nel traffico di rifiuti più imponente del Napoletano finora scoperto dalle forze dell’ordine, carabinieri in testa. Acerra come Taranto. L’aggiornamento dello studio Sentieri riguarda infatti anche la città pugliese dell’Ilva, l’immenso orco siderurgico. Qui a pagare più di tutti lo scotto dell’inquinamento sono i bambini. La mortalità infantile registrata per tutte le cause è infatti maggiore del 21% rispetto alla media regionale. Nell’area sottoposta a rilevamenti c’è un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia da 0 a 14 anni pari al 54%, mentre nel primo anno di vita l’eccesso di mortalità per tutte le cause è del 20%.

Per alcune malattie di origine perinatale, iniziate cioè durante la gravidanza, l’aumento della mortalità è invece del 45%. E anche nel caso di Taranto vengono sostanzialmente confermati i dati in eccesso già scaturiti da indagini precedenti: tumore del polmone, mesotelioma della pleura, malattie dell’apparato respiratorio nel loro complesso, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche.

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