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LE RIPROVEVOLI VICENDE DEI DURI E PURI DELLA LEGA NORD

Il partito antiromano, antimeridionalista, xenofobo, che ha varato leggi durissime contro i clandestini, ha usati i soldi degli italiani per le spese personali di Bossi e family. È tempo di voltare pagina, finalmente. Di Don Aniello Tortora

La vicenda che vede la Lega Nord, a suo tempo partito dei “duri e puri”, al centro di un’inchiesta coordinata da tre Procure della Repubblica, pone delle serie domande, con risvolti che sembrano tratti dalla più grottesca delle commedie all’italiana. Noi meridionali, attaccati continuamente dai leghisti, possiamo anche tentare di ridere per non piangere. È assurdo, ma vero, constatare che alcuni fondi pubblici destinati al partito di Bossi siano stati distratti per far fronte alle spese scolastiche del figlio Renzo, “il Trota” (foto) o per comprare macchine di lusso all’altro figlio, o anche per pagare le spese di un intervento di chirurgia estetica al figlio più piccolo di Bossi, che si è rifatto il naso.

Il quadro tratteggiato dalle tre Procure (Reggio Calabria, Napoli e Milano) ha davvero dell’incredibile. I magistrati indagano su riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, oltre che su appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. I fondi pubblici destinati al partito sarebbero stati utilizzati anche per “esigenze personali di familiari di leader della Lega Nord”. Le indagini degli inquirenti parlano di un vortice di spese: auto, pranzi, cene, spese scolastiche per il "delfino", ristrutturazioni. Tutto per le “piccole” spese della famiglia del capo. Un gigantesco bancomat tribale a fondo perduto, finanziato con le tasse degli italiani, mai contabilizzato, come impone invece la legge. Vicende del genere sono sempre riprovevoli.

Ma se i fatti contestati si rivelassero veri, il solo pensiero che un partito antimeridionalista, antiromano e xenofobo, che ha varato leggi durissime contro i clandestini e si è battuto contro gli sbarchi degli immigrati africani, avesse al suo interno dirigenti di questa specie, tutto questo produce una sensazione di particolare ribrezzo. I cittadini, ancora una volta, sono storditi da inchieste, illegalità, malaffare dei partiti. C’è bisogno urgente di risposte immediate che salvino un sistema politico sull’orlo del baratro. Occorre l’obbligo di dare segnali forti su una nuova legge sul finanziamento, le spese, le regole dei partiti. I partiti, sale della democrazia, vanno gestiti e governati; ma senza rubare e senza imbrogliare.

Sarà necessario che i conti dei partiti siano controllabili dall’ opinione pubblica, che le spese siano pertinenti allo scopo che anima un organismo politico, che vi sia un protagonismo sempre maggiore da parte dei cittadini nell’ attribuzione del finanziamento. Il finanziamento pubblico deve restare perché, come ha detto qualche politico, “se non ci fosse, il rischio sarebbe una deriva populista affidata a miliardari che suonano il piffero”. Per questo è urgente cambiare, mantenendo forme di finanziamento che affranchino i partiti dalla spasmodica necessità di trovare soldi, ma anche introducendo sanzioni e controlli che scoraggino l’ abuso di quei soldi. Ma bisognerà trovare anche le forme tecniche migliori perché i cittadini siano più protagonisti nell’ attribuzione di risorse alla politica.

Io credo che il “terremoto- Lega” potrebbe innescare una spirale positiva per dire un NO netto e chiaro al familismo, per evitare che in famiglia la politica la faccia più di una persona, come spesso sta accadendo, anche nelle nostre amministrazioni comunali. È giunto il tempo, ormai, non più procrastinabile, di voltare finalmente pagina. Mi domando: cosa pensano, nella rabbia, davanti a questi episodi di corruzione, tutti quelli che sono costretti a pagare regolarmente l’Imu, le tasse, l’Iva, il rincaro della benzina, dell’Enel, del gas, dell’acqua, dei generi di prima necessità? E i precari, i disoccupati e quelli che, oggi più che mai, non arrivano alla fine del mese?
(Fonte foto: Rete Internet)

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