Il risultato del Referendum per l”Acqua Bene Comune viene ancora ignorato. Ma il voto di ben 28 milioni di cittadini va rispettato, altrimenti è eversione. Di Don Aniello Tortora
Venerdì scorso ho partecipato a Nola ad un incontro, dove i COMITATI per l’acqua BENE COMUNE, si stanno movimentando, perche sia rispettato il risultato del referendum. Presenti alcuni sindaci e tantissimi cittadini. Indignados.
L’incontro si è tenuto nella chiesa dell’Immacolata, segno che ancora una volta la Comunità cristiana condivide le giuste preoccupazioni dei vari Comitati che lottano per conservare la gestione dell’acqua come bene comune.
La Chiesa, unitamente a tante persone ragionevoli, e, insieme ai Comitati, grida, ancora una volta, il suo NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali; NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali; NO ad uno scippo alla democrazia.
Il 12 e 13 Giugno è stata chiarissima la scelta di 28 milioni di cittadini e cittadine che, attraverso un voto referendario molto partecipato, hanno responsabilmente indicato alla classe politica un nuovo impegno civile che metta al centro la persona umana e non le rigide leggi di mercato o la speculazione finanziaria che rende sempre più poveri, i poveri.
Secondo il pensiero sociale della chiesa la comunità politica è costituita per essere al servizio della società civile, dalla quale deriva. E anche se comunità politica e società civile sono collegate e interdipendenti bisogna affermare con forza che la comunità politica è essenzialmente al servizio della società civile e, in ultima analisi, delle persone e dei gruppi che la compongono. La società civile, dunque, non può essere considerata un’appendice o una variabile della comunità politica: anzi, essa ha la preminenza, perché nella stessa società civile trova giustificazione l’esistenza della comunità politica.
Il risultato del Referendum, strumento di partecipazione politica ed alta espressione di Democrazia della società civile, deve essere assolutamente rispettato. L’acqua, dono di Dio per tutti, bene primario e prezioso , non può in ogni caso essere privatizzata, nè diventare “merce di scambio”.
È questo il valore fondante la scelta unanime referendaria.
La Chiesa invita, pertanto, le Istituzioni, a tutti i livelli, al rispetto della volontà popolare. Solo così ci educheremo tutti alla legalità e all’obbedienza della Costituzione.
(Fonte foto: Rete Internet)






