La mostra romana, allestita negli spazi del Museo dell”Ara Pacis, presenta al pubblico italiano un vasto repertorio di dipinti e modelli architettonici delle principali correnti dell”arte russa del XX secolo.
Uno sguardo ad Oriente e quanto ritorna dell’ arte russa del Novecento emoziona ed affascina, schiude le porte di un mondo lontano che è fatto del vortice di colori che accendono le opere di Marc Chagall, del mondo incontaminato di “note” rese con leggerezza cromatica dei quadri di Vasilij Kandinskij e delle tele “ridotte all’osso” di Kazimir Malevic. E non serve spostarsi poi troppo ad est per poterne godere.
Il nuovo spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis a Roma è la location di “Avanguardie russe: Malevic, Kandinskij, Chagall, Rodcenko, Tatlin e gli altri”, un cocktail per tutti i gusti; le principali correnti dell’ arte russa vengono raccontate da circa 70 opere in un’unica, grande occasione che vede accostate sperimentazioni diversificate – se non addirittura contraddittorie, in alcuni casi – dei maestri che, seppure aperti alle manifestazioni più significative dell’ arte occidentale, seppero distinguersi sempre e comunque.
In questo senso è emblematico il caso del cubo-futursimo, che all’alba del secondo decennio del Novecento immortalava le novità europee del cubismo e del futurismo sintetizzandone le direttive principali: dinamismo boccioniano e dimensione pluritemporale alla Braque, fusi nel lavoro di Natalja Goncharova, pittrice moscovita presente in mostra con il compagno d’arte e di vita Michail Larionov, il quale, prendendo spunto dal Futurismo per quanto riguarda la ricerca e l’attenzione al movimento, inventò il Raggismo, una pittura astratta che ha per fondamento le proprietà fisiche della luce: un oggetto investito di luce riflette a sua volta raggi luminosi che vengono percepiti dall’occhio umano in un cromatismo multiforme.
Pioniere della pittura astratta, dopo una fase iniziale dove la componente figurativa è ancora viva seppure trattata attraverso vaste campiture di colore piatto, violento, alla maniera dei Fauves, Vasilij Kandinskij si converte ad un linguaggio capace di astrarre la dimensione spirituale dal reale: la suggestione passa per la più spirituale delle arti, la musica, che permette di estrapolare il mondo interiore dell’artista. Musica colorata e colore musicale i due poli della sua ricerca pittorica, sempre in bilico tra una maggiore e una minore riconoscibilità di forme concrete.
Forme che scompaiono del tutto nelle sperimentazioni di Kazimir Malevic, spinto dalla personalissima filosofia del “totale senza oggetto” verso una pittura asciutta, privata d’ogni elemento superfluo, che parte dall’abiura del colore e continua con la semplificazione assoluta delle forme: il suo è un Astrattismo geometrico totale, puro, che chiama Suprematismo, intendendo con questo termine quella “supremazia della sensibilità pura” rincorsa nel suo lavoro e che per Malevic – personalità piuttosto autoritaria e insofferente alle critiche – è superiore ad ogni forma d’arte che l’aveva preceduta , Futurismo e Cubismo in primis.
Una sensibilità tutta russa ripercorre l’inizio del “Secolo Breve” secondo modalità che urlano un desiderio di totale autonomia dalle contemporanee soluzioni europee. E il Monumento alla III Internazionale degli anni venti – presente alla mostra nel modello ricostruito da D.N. Dimakov nel 1986-1987 (foto) – è quanto di più caratterizzante la scena artistica russa; emblema del Costruttivismo, l’opera di Tatlin strizzava l’occhio alla neonata attività del design fin dal materiale con cui era pensata: una torre spiraliforme completamente in metallo e vetro che avrebbe rivaleggiato, superandolo in altezza, il simbolo dell’architettura dell’ Occidentale capitalisitico, la Torre Eiffel.
Moderna erede delle strutture a spirale della romanità e del barocco, rimase solo un progetto su carta; l’arretratezza del sistema tecnologico sovietico rendeva impossibile la concretizzazione di un progetto tanto ardito, relegandola nell’ambito delle creazioni utopiche, figlia mai nata di una Russia che si avviava, di lì a qualche anno, alla dittatura staliniana.
(Fonte foto: Rete Internet)





