A Quarto e ad Avellino le convocazioni dei rappresentanti dei soci consumatori hanno decretato il no alla cessione a Catone Group e hanno bocciato i cda delle assemblee distrettuali.
Le assemblee dei soci, che hanno potere di controllo sulle attività cooperativistiche e che si sono svolte negli Ipercoop di Quarto ( per il distretto di Napoli ) e di Avellino, hanno bocciato la cessione al gruppo casertano Catone degli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e dei supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere. Ma i rappresentanti zonali dei consumatori che hanno versato le quote sociali ad Ipercoop non si sono limitati a bocciare il piano industriale, che prevede l’abbandono della Campania da parte della cooperativa “madre” Unicoop Tirreno e il passaggio dei 700 addetti, delle merci e dei mezzi alla ditta di Pastorano, specializzata nel trasporto su gomma degli alimenti.
La bocciatura ha riguardato anche i consigli di amministrazione delle assemblee, cioè gli organi gestionali delle stesse assemblee. Durante la turbolenta riunione di Quarto i cinque componenti del cda del distretto di Napoli sono stati sfiduciati dai circa quaranta esponenti di assemblea. Motivo: poco prima il cda aveva detto si alla cessione a Catone Group. Cosa che ha indispettito parecchio i presenti. A questo punto, dunque, i lavoratori di Ipercoop Campania incassano un altro punto a loro favore, dal peso soprattutto politico.
L’altro elemento che ha supportato la lotta, finalizzata a far restare Ipercoop Campania in orbita cooperativistica, era stato il referendum aziendale, da cui è emerso il no all’operazione che Unicoop vuole portare a termine entro giugno, stando almeno agli annunci ufficiali risalenti a poco più di un mese fa.




