Dopo l’ispezione di uno dei quattro vicepresidenti della Camera e di un gruppo di ambientalisti, la società che gestisce il termovalorizzatore comunica una serie di chiarimenti.
Ieri uno dei quattro vicepresidenti della Camera, Luigi Di Maio, e alcuni ambientalisti di Acerra e del Napoletano, tra i quali Alessandro Cannavacciuolo, Alfonso Maria Liguori e il dottor Antonio Marfella, hanno ispezionato l’inceneritore di Acerra.
Intanto l’A2a, la società lombarda che per contro della proprietaria Regione Campania gestisce il termovalorizzatore, specifica quanto spiegato alla delegazione giunta venerdi mattina in visita alla struttura, un gigantesco edificio che produce energia elettrica dalla combustione di rifiuti. Intanto sono quattro i dati che emergono dal resoconto dell’azienda, e cioè che la cifra di 788mila tonnellate smaltite dal forno sarebbe “del tutto errata”, che le emissioni dei camini sarebbero “ampiamente al di sotto dei limiti imposti dall’Autorizzazione d’Impatto Ambientale”, che “le autorizzazioni ambientali e di esercizio del termovalorizzatore devono essere rilasciate esclusivamente dalla Regione e non dal ministero dell’Ambiente” e che “i controlli delle emissioni sono effettuati da enti autonomi e indipendenti”.
“L’impianto – spiega l’A2a – è autorizzato per una potenza media erogata di 107 megawatt, che corrispondono a circa 340 megawatt termici. Per quanto riguarda l’AIA, l’Autorizzazione d’Impatto Ambientale, il ministero dell’Ambiente si è già espresso decidendo che la competenza in merito è della Regione Campania, in quanto è stata riconosciuta come attività prevalente dell’impianto quella attribuita dalla pianificazione del ciclo di gestione dei rifiuti, ciclo che, appunto, è di competenza della Regione”.
I controlli: “L’Arpa Campania effettua monitoraggi delle emissioni indipendenti e autonomi, sia attraverso interventi svolti direttamente nell’impianto sia telematicamente”. Le cifre dei quantitativi smaltiti: “Nel 2013 il termovalorizzatore ha trattato 670 mila tonnellate di rifiuti e ha prodotto energia elettrica per 200mila famiglie, con emissioni in atmosfera sempre abbondantemente al di sotto dei limiti imposti dall’AIA”.


