Stamane le esequie di Eduardo De Falco, il piccolo commerciante che si è tolto la vita per una multa di 2mila euro dell’Ispttorato del Lavoro.
“Parlano di deficit, di spread. Ma a loro non importa dei disoccupati, di chi non ce la fa”. Parole strillate, frasi urlate in un mare di lacrime. Ciro Poli, suocero di Eduardo De Falco, il piccolo commerciante che ieri si è tolto la vita per una multa impossibile da pagare, non ha potuto frenare la disperazione davanti alla bara del genero. I funerali nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, a Pomigliano, sono stati composti ma la rabbia si tagliava lo stesso a fette, non foss’altro che per quei pianti di uomini che non ce la fanno più, come il genero Ciro, appunto, o come il fratello di Eduardo, Arcangelo, operaio della Fiat in cassa integrazione a zero ore da tempo immemore.
Arcangelo attende dall’azienda un risarcimento cospicuo per un licenziamento ritenuto ingiusto dalla magistratura. I giudici, l’anno scorso, lo hanno reintegrato nel posto di lavoro ma i soldi delle spettanze arretrate non sono ancora arrivati nelle sua tasche. “Se gli avessero dato i soldi che gli spettano, chissà , forse avrebbe potuto salvare il fratello, forse quella multa maledetta sarebbe stata pagata subito”, commentano alcuni colleghi di Arcangelo, che per il dolore è stato più volte sorretto dagli amici. Eduardo è stato ucciso da quei duemila euro di una multa che non poteva pagare e che sono stati comminati dall’Ispettorato del Lavoro. La moglie lo aiutava al nero nella panetteria di Casalnuovo.
E’ stata questa la grave colpa del piccolo commerciante di 43 anni, che si è ucciso ieri mattina davanti casa, respirando i gas di scarico dirottati nell’abitacolo della sua utilitaria scassata. Un gesto pianificato, spaventoso. Scene strazianti.
All’uscita dalla chiesa il suocero Ciro ha urlato di nuovo davanti alle telecamere: “Guardate, ecco: questi sono i soldi che mi ha appena dato un signore, ci siamo ridotti a questo, ad accettare la carità ”. Qualche centinaio di euro che possono aiutare ma che non potranno mai sanare nulla. Poco dopo il corteo funebre si è diretto verso la vicina Casalnuovo, passando davanti alla panetteria.
I commercianti del posto, il centrale corso Umberto, hanno fatto la serrata. Saracinesche abbassate e tanti applausi al passaggio del feretro. Ma da domani tutti inizieranno a dimenticare. Intanto Ciro Esposito, presidente del Caip di Pomigliano, l’associazione dei piccoli commercianti della città delle fabbriche, non ci sta: “Domenica mattina tutti in piazza Primavera, basta: dobbiamo fare qualcosa”.
(>Fonte foto: repubblica.it)






