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Il nuovo governo salvi la dignità della Campania e della nazione intera

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Adesso si agisca. Si mettano in campo le riforme per restituire coraggio e vitalità. In Campania, alcune emergenze non possono attendere troppo: ecco cosa si potrebbe attuare, al più presto, qui da noi.

L’Italia è infetta dal veleno dell’incertezza. L’intera nazione è annegata, da tempo, in un mare di disillusioni e di panico. Ansia, paura, incredulità, una miseria acuta e sferzante che sistema cappi al collo dei più deboli.

La gente muore e crollano i muri di giovialità, ci si distanzia dalla cultura della condivisione, dall’entusiasmo della collettività, si acquietano i suoni allegri delle risate. Ora non si fa più finta di niente. Ora non si balla più alzando il volume per non far sentire i pianti di chi è in agonia. Il terrorismo psicologico imposto dalla politica, deve fare i conti con una popolazione che presto o tardi perderà la pazienza e allora non ucciderà più se stessa ma chi produce la crisi. Questo nuovo, è un ovvio governo di compromessi, dal quale è possibile teorizzare tutta una lunga serie di polemiche che in questo momento non devono avvilire le intenzioni dei nuovi ministri e del nuovo capo del governo, ma soprattutto, non devono scoraggiare le aspettative del popolo.

In un delicatissimo equilibrio, tra accordi con le banche europee e cooperazione tra partiti, in un gioco do ut des tra politici e lobby di potere, in cui le ideologie sono in coma da tempo, nasce questo nuovo governo di emergenza. Un’emergenza sociale che non trattiene più la rabbia e che spara ad altezza uomo. Una prima necessità su cui intervenire immediatamente: restituire l’indipendenza economica a tutti i ceti sociali. Non possiamo additare già il governo, accusandolo d’incapacità, prima dobbiamo aspettare e vedere i fatti. I media sono lì, con il fucile puntato, pronti a sparare. Quest’atmosfera di intolleranza e di irrefrenabile voglia di accusare e di sbranare, è uno stato emotivo da tranquillizzare.

E’ un ordine da ristabilire con il benessere, con l’equità. Questo governo, dovrà essere capace di tranquillizzare gli animi, di disinfettare l’ira con interventi armonici e con un ripristino di uno stato di garanzia sociale. Qui non va ricreato il governo, qui va ricreata la visione di patria, di Stato, di Repubblica. Va ripristinato un nazionalismo sia morale che economico, un nazionalismo che consenta non più la sudditanza dagli interessi con banche estere, un nazionalismo che prima di succhiare sangue per poi renderlo al debito pubblico, si impegni con vigore a rendere questa nazione indipendente e autogestita.

Si vada per ordine e si segua in filo logico preciso, ci si sieda ad un tavolo e si annoti su un foglio bianco “Basta sudditanza agli interessi dei pochi in cui ad inginocchiarsi sono tanti disgraziati. Basta con una nazione non più nazionalistica che non vende, da qualche tempo, un’autonomia nella produzione delle imprese. Basta con un governo che non è mai governo italiano bensì fido accondiscendente degli ordini europei”. Questo nuovo gruppo dovrà tener conto della corruzione nella politica. Dovrà tenere strette le redini della fuga di tanti ragazzi, tirare forte il freno, convincendo i giovani a restare. Subito dopo aver elargito ossigeno alla nazione, dovrà occuparsi della Campania.

La nostra regione, quella in cui non bastano gli interventi dei sindaci (immaginando che ci siano) né bastano quelli del governo regionale. Sulla Campania, a partire dal suo capoluogo, va speso un po’ di tempo. Attenzioni dovute e fondamentali, verso un territorio in cui esistono comuni e quartieri non civili, non italiani, quasi surreali, in cui operano realtà autonome, gestite dal malaffare. Vanno ripristinate le imprese, strappandole dalla gestione illegale della camorra, vanno pianificati seri interventi per la sicurezza urbana, vanno dettati nuovi codici di comportamento sociale. Va fatto sul serio, non più a chiacchiere o con progetti a tempo. Per la Campania, più che in qualsiasi altro posto d’Italia, è inevitabile il pugno di ferro.

Una contrasto aggressivo e impietoso contro la corruzione camorristica, l’evasione fiscale e l’ insicurezza urbana. Va finalmente creata una disciplina nei confronti dell’ambiente e delle energie alternative, un sistema che produrrebbe non solo servizi sani ed ecosostenibili ma anche assunzioni di lavoro. Cinque in punti in cui intervenire, immediatamente: 1) Lotta definitiva, seria e con certezza della pena per tutte le forme di crimine organizzato. Una conseguente trasparenza dei politici locali attraverso la pubblicazione di un portfolio che monitori tutti i passaggi dell’esperienza pubblica, con annesse indagini sulle eventuali collusioni con il crimine organizzato.

2) Grande ruolo per provvedimenti incisivi e determinanti potrà averlo Maria Chiara Carozza, nuovo Ministro dell’Istruzione, che dovrà capire quanto è fondamentale l’obiettivo della civilizzazione culturale, in cui l’educazione dei più piccoli è fondamentale per investire nel futuro della Campania. Dovrà quindi occuparsi non solo dei piani di formazione ma anche delle strutture scolastiche e universitarie, devastate in tantissimi luoghi con edifici scolastici fatiscenti, con ricercatori non sovvenzionati, e con ambienti scolastici senza risorse, iniziative utili e incentivi economici.

3) Il nuovo Ministro per i Beni e attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, dovrà davvero rendersi conto che in questa regione non bastano gli interventi attuali sul nostro patrimonio artistico. L’arte qui può produrre lavoro e ricchezza. La Campania potrebbe giocare la carta turismo con vanto e successo, attraverso la messa in luce di opere dal valore inestimabile e località turistiche scarsamente sfruttate. Vanno aiutati gli artisti, tantissimi, di vario genere, compresi musicisti, che potrebbero essere inseriti in un circuito professionale dignitoso.

4) Il nuovo Ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge venga a occuparsi dei tanti stranieri, venga a sperimentare le attività di cooperazione tra gli immigrati in Campania e i cittadini residenti, facendo un serio ordine tra gli immigrati che vogliono essere cittadini e quelli che vivono all’ombra dell’illegalità e di una incapacità ad adattarsi con le regole dell’ordine civico. 5) Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dovrà avere il compito di alleggerire una burocrazia sanitaria, nonché di vigilare su una comunicazione migliore tra pazienti e medici, ripristinando con fermezza, tra i medici e gli operatori sanitari, un codice deontologico di rispetto nei confronti dei cittadini.

Un’emergenza quest’ultima spesso poco evidenziata ma che in realtà cela una rete di disinteresse da parte di molti del settore, un disagio che si aggiunge a strutture sanitarie precarie e vergognose, dove il rispetto della persona è limitato, denigrante e in molti casi assente. In bocca al lupo ai nuovi ministri, al Presidente Letta, ma soprattutto, in bocca al lupo a noi, gente comune, piena di dignità e forza, gente stanca, delle fandonie, delle corruzioni, del pessimismo.
(Fonte foto: Rete Internet)

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