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Al San Paolo i bianconeri si impongono sugli azzurri per 3 a 1, ma con un po’ di pazienza e qualche riflessione anche il tifoso più inquieto riesce a farsene una ragione. O no?

-Evitare di caricare questa partita (e quindi questa sconfitta) di significati melodrammatici. Certo, ci ha lasciati Pino Daniele, un pezzo della storia della città e del popolo napoletano, ma poi ci sono stati i fatti di Parigi, terribili e spaventosi: la vita va avanti ed è sempre più dura, tocca farsene una ragione. E comunque, parliamoci chiaro: davvero nella multinazionale chiamata Napoli ci sono giocatori che, per quanto attaccati alla città, hanno sentito fortissimo il dolore per la perdita di Pino Daniele? Insigne è infortunato e Paco De Lucia (straordinario chitarrista spagnolo) è già morto, a febbraio.

-Evitare di pensare che se il Napoli avesse vinto si sarebbero riaperti i giochi per lo scudetto. Signori, siamo seri e torniamo con la memoria a quei punti persi contro squadre che, ieri, oggi e domani, lottano per non retrocedere: è allora che abbiamo perso ogni speranza.

-Evitare di prendersela con l’arbitro. Il gol della Juve in fuorigioco? Vero, ma l’ultima volta che il Napoli ha subito un rigore contro c’era ancora la lira: Tagliavento avrebbe potuto darlo se non altro per ragioni statistiche.
Pensando (anzi evitando di pensare) tutto questo, non diventa forse meno amara la sconfitta del Napoli, ieri sera al San Paolo, contro la Juventus? Risposta scontata: assolutamente no, ma due righe bisognava pur buttarle giù.

(Fonte foto: Rete Internet)