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IL LAVORO. LA PRIORITÁ POLITICA DEL GOVERNO TECNICO

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C”è da augurarsi che il nuovo governo rilanci il lavoro in Campania, facendo attenzione alla dignità dei lavoratori. A Pomigliano intanto, tutto è pronto per la produzione della Nuova Panda Fiat. Di Don Aniello Tortora

È nato il nuovo governo. Solo tecnici, professionisti seri e professori di rango. Devono far quadrare il bilancio e rilanciare la crescita. L’economia ha avuto, purtroppo, la meglio sulla politica. E sui giornali non si parla d’altro, oltre agli spread, Btp-Bund, che aprono le notizie di radio e telegiornali. Non si parla, però, di alcune cifre, davvero molto drammatiche: si tratta dei tassi di occupazione, mai così bassi nel nuovo secolo. Della disoccupazione, a malapena contenuta. Del precariato ormai endemico.

Peggio: dell’inattività divenuta sistemica. Non indici freddi, ma istantanee roventi della realtà, fotografie drammatiche, nelle quali sono fissati volti, persone giovani e anziane, famiglie e interi pezzi d’Italia. E allora, per il governo che proprio oggi ha preso forma, tra le emergenze da affrontare c’è una missione che merita di essere considerata come prioritaria: il lavoro.

In questi tre anni di crisi – grazie a un uso sapiente e massivo della cassa integrazione da parte dell’esecutivo uscente – si è riusciti a contenere l’ondata di esuberi e licenziamenti che ha caratterizzato la gran parte delle economie europee e mondiali. Ma la rete di protezione, pur allargata, non ha coperto tutti allo stesso modo. I giovani, gli autonomi, i diversi parasubordinati, hanno pagato per primi e a prezzo più caro, la recessione: restando senza posto e senza ammortizzatori. Quasi un terzo dei giovani è disoccupato, ma quel che è peggio, da noi solo 1 ragazzo su 5 lavora.

In Germania sono 1 ogni 2, in Francia 1 su 3, persino in Spagna, che pure detiene il record europeo della disoccupazione, va un po’ meglio con 1 ogni 4. Ci sono poi 2,2 milioni di persone del tutto inattive: non studiano né lavorano né sono inserite in un programma di formazione. Altri 2 milioni e 764mila italiani – per più della metà donne – pur essendo disponibili a lavorare non cercano più un posto, perché sono scoraggiati. E ancora ci sono i sottoccupati. E quelli che l’Istat classifica come occupati, ma hanno lavorato solo 1 ora nella settimana di rilevazione. E ancora cifre e ancora analisi che portano a conclusioni univoche: non possiamo permetterci un così basso numero di cittadini che lavorano e non possiamo più accettare disparità di trattamento tanto forti.

Il lavoro va assolutamente rilanciato, rivalorizzato, riportato al centro dell’azione politica. Anche nell’era di un governo ad alto tasso tecnico come quello del prof. Mario Monti. Le ultime misure adottate sull’apprendistato – contratto a tempo indeterminato con contenuto formativo e una flessibilità limitata ai primi anni – vanno nella direzione giusta. Ma non bastano: è necessario ricostruire un mercato del lavoro dove anzitutto non ci siano lavori di serie A per gli italiani e di serie B per gli stranieri, dove le occupazioni manuali abbiano pari dignità e valore e prevedano un salario equo rispetto a quelle intellettuali. Nel quale alle attività in nero si fa una lotta serrata come e, se possibile, di più che all’evasione fiscale.

Un mercato, con ammortizzatori sociali universali, senza apartheid per i giovani e che non discrimini gli "anziani". Perché – e le imprese debbono assumersene la responsabilità – non si può spingere per l’innalzamento dell’età pensionabile e contemporaneamente considerare obsoleto o troppo costoso un dipendente cinquantenne.

Intanto a Pomigliano lunedì prossimo parte la Nuova Panda. Il nuovo modello già gira, camuffato, per le vie della città. Il 13 e 14 dicembre sarà finalmente presentata a tutti. Pomigliano ha raccolto la sfida. Tranne la Fiom l’accordo è stato firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Accordo votato, poi, dalla maggioranza dei lavoratori di Pomigliano. Certo i problemi sulla dignità dei lavoratori rimangono ed emergeranno. Intanto anche i delegati sindacali Alenia hanno approvato l’intesa con l’Azienda. Ci auguriamo che il nuovo governo rilanci le politiche industriali in Campania e conservi le eccellenze che sono il fiore all’occhiello non solo di Pomigliano ma di tutto il mondo aeronautico.
(Fonte foto: Rete Internet)

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http://www.ilmediano.it/aspx/visCat.aspx?id=27

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