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I PENSIERI SOCIALI DI GIUSEPPE TONIOLO

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Tra i pensieri fondamentali dell”economista cattolico, quello di considerare la finanza un mezzo e non un fine, con l”impresa che deve essere al servizio dell”uomo e del bene comune. Di Don Aniello Tortora

In occasione della beatificazione di Giuseppe Toniolo, la casa editrice Ecra (la casa editrice delle Banche di Credito Cooperativo), ha pubblicato “Per un miglior bene avvenire – Scritti scelti (1871-1900)”. Si tratta di una serie di testi dell’economista cattolico che sono alla base della cooperazione di credito italiana. Al pari di Friedrich Wilhelm Raiffeisen, Leone Wollemborg, don Luigi Cerutti, papa Leone XIII, lo studioso veneto è infatti una delle figure fondamentali per il Credito Cooperativo, nonché personaggio chiave al fine di capire le origini ed i valori fondanti del Movimento delle banche di credito cooperativo – Casse rurali.

Toniolo, docente di Economia politica, prima alle Università di Padova e Modena, poi di Pisa, ha spaziato nei suoi studi dall’economia, alla storia, alla sociologia, cercando costantemente di dimostrare il primato dei valori morali e religiosi. Il “Trattato di economia sociale” è considerato tra le sue opere più importanti. Nei suoi scritti, con dovizia di argomentazioni, Toniolo contesta alla scuola di pensiero economico prevalente ai suoi tempi (ma anche ai nostri) che la regola economica sia assoluta e non ammetta limitazioni ‘esterne’ da parte dell’etica – rammentano gli estensori del volume -. Secondo Toniolo, invece, bisogna ricondurre il discorso economico nell’alveo di un’attività di impresa al servizio dell’uomo e del bene comune (così come insegna la dottrina sociale della Chiesa, fondata da Leone XIII).

In ambito bancario Toniolo affida questo compito alle Casse Rurali, oggi per lo più banche di Credito Cooperativo. Il libro parla molto della cooperazione di credito e del profondo, attuale, concreto significato che il nostro operare quotidiano assume sin dalle origini. Potremmo sintetizzare il pensiero del Toniolo con una semplice frase: “ Finanza come mezzo e non come fine”. Già nell’Ottocento Toniolo insiste sulla necessità di rendere onesto l’esercizio del credito, contro gli abusi. Il primato dell’etica sull’economia era la sua stella polare. Quando Toniolo scrive dell’elemento etico come “intrinseco alle leggi economiche” è il 1873. Ha 28 anni, è assistente a Padova, in un ambiente accademico molto laico. In tale contesto le successive teorie sul credito rappresentano uno sviluppo coerente con il suo pensiero.

Per un cattolico, nel rapporto tra cristianesimo e capitalismo, il giudizio sul credito è funzionale al giudizio sul capitalismo. Nell’Enciclica Centesimus Annus (1991), impresa, mercato e proprietà privata vanno intesi come mezzo e non come fine. Anche sul lavoro il Toniolo ha precorso i tempi. Prendendo, ad esempio, la remunerazione del fattore lavoro, cioè il salario, Toniolo valorizza questo fattore mettendo al centro la persona umana. E questo in un’epoca di industrializzazione, di frequente sfruttamento dei salariati. Non era affatto scontato all’epoca mettere al centro il lavoratore. Toniolo sconvolge le categorie economiche perché parte dal presupposto che l’uomo non è mosso dal mero perseguimento dell’utile individuale, ma da fini e bisogni ulteriori e, quindi, vi è una visione umana-antropologica di economia che vede una nuova scala di valori, in cui al vertice stanno quelli etici e religiosi e solo alla base quelli economico-finanziari.

Toniolo affermava che se si mette al centro la persona, non si fa un favore al lavoratore, ma è “tutto il sistema“ che funziona meglio. Da qui poi deriva anche la valorizzazione della piccola e media impresa. Da qui discendono anche tutta una serie di strumenti a tutela dell’integrità fisica e spirituale della classe lavoratrice: sospensione periodica del lavoro, critica dell’avviamento dei giovani fanciulli al lavoro nelle fabbriche, accorgimenti per la donna lavoratrice….Problemi e soluzioni di un’attualità impressionante. Senza dubbio Giuseppe Toniolo rappresenta un intellettuale ancora vivo e un possibile modello per i giovani e la società di oggi.
(Fonte foto: Rete Internet)

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