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I BRICS, chi erano costoro?

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La traccia del tema di argomento storico-geografico all’ultimo Esame di Stato ha aperto una profonda discussione sulla quasi totale scomparsa della geografia dagli ordinamenti scolastici.

C’era un silenzio totale in classe. Un silenzio carico di tensione. Il maestro stava per cominciare l’interrogazione di geografia e tutti avevano una paura incombente che toccasse a loro. Ti sforzavi di ricordare cosa cavolo fosse il Tavoliere e se lo Scrivia fosse un maledetto affluente di destra o di sinistra del Po.

Per non parlare poi delle capitali estere. Da quelle impronunciabili, Antanarivo e Ulaan Bataar, a quelle che confondevi sempre in Scandinavia e nelle repubbliche baltiche. E c’erano, inoltre, i fiumi e i laghi (ore a cercare il Manzanarre e il Reno), le montagne, dall’Aconcagua al Popocatepetl, i bassipiani, gli altipiani, le depressioni. L’unico supporto che avevi era un bellissimo e voluminoso Atlante. Logoro di generazioni e generazioni di studenti che avevano sottolineato ogni punto delle cartine fisiche, mentre quelle politiche spesso riportavano nomi di nazioni ormai scomparse. Ceylon, isola di Colombo, Sri Lanka sembrava che quest’isola della costa sud-orientale del subcontinente indiano cambiasse nome ad ogni monsone e ti volesse semplicemente beffare. Con pazienza, il maestro ti diceva che il Nord era alla tua sinistra se guardavi ad est, cioè dove la mattina sorge il sole.

Ma tu pensavi che a quell’ora ogni bambino che si rispetti sta ancora dormendo e che quindi ignoravi dove fosse l’oriente. Ma tutta quella attenzione che ponevi alla geografia ti sarebbe servita in futuro. Certo, tutto molto nozionistico, ma almeno negli anni sapevi posizionare Udine in Friuli e Calatafimi in provincia di Trapani! Un poco alla volta, lentamente ma inesorabilmente, la geografia è andata scomparendo dagli insegnamenti scolastici. Sino ad arrivare al colpo di genio della Ministra Gelmini che con la sua Riforma l’ha relegata a vera e propria cenerentola. Forse la ministra era innamorata del suo navigatore satellitare o del suo ultimo modello di smartphone con incorporate tutte le mappe del mondo.

Aggeggi che hanno anche l’ardire di fornirti le coordinate geografiche: latitudine, longitudine, gradi, isoipse, isobare, isoterme, isoiete, altezza sul livello del mare! Una chinoiserie da fare invidia ai più grandi geografi di tutti i tempi. La geografia è quasi scomparsa dagli istituti professionali, dai nautici e dai tecnici ad indirizzo IGEA. E nei licei è stata unita, che grande genialata, alla storia andando a formare una nuova materia: Geo-storia. Alla luce di tutto ciò, non fa notizia che il tema di indirizzo storico geografico all’ultimo Esame di Stato sia stato scelto solo dall’1,3 % dei candidati. Chi vuoi che sappia cosa siano i BRICS, il loro sviluppo economico, sociale, politico? Quale docente tratta di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa?

È un depauperamento culturale profondissimo. Scompare una materia che fa, oltre che della spazialità, della trasversalità uno dei punti fondanti. Nessun processo storico cronologico o storico letterario può essere compreso totalmente senza il background fondamentale della geografia fisica, storica, antropica e politica. Eppure questa scomparsa è passata sottotraccia. Nessuna voce, anche dagli ambienti intellettuali più chic e d’avanguardia, si è alzata per fermare questo ulteriore scempio al patrimonio culturale della scuola. I nostri giovani sono “disorientati”, ma lo sono ancor di più coloro i quali hanno riscritto i programmi delle scuole medie superiori in Italia. La lenta agonia della geografia si affianca all’impoverimento generale dell’offerta culturale.

Un Bignami sempre più succinto di contenuti e proposte didattiche. Una scuola senza la geografia è una scuola miope che non prepara alle sfide del futuro. È una scuola che perde il concetto del Limes e del Finis. Una perdita di identità atemporale e aspaziale. Un naufragio in un mare burrascoso nel quale si perderebbe anche il migliore Odisseo.
(Fonte foto: Rete Internet)

CATEGORIA: SCUOLA, CULTURA E DINTORNI

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