E’ quanto emerso dal primo incontro di ieri sera tra le cooperative emiliane e i sindacati.
Riduzione delle ore per i dipendenti con contratto full time (tempo pieno) e arretramento di un livello per tutti gli oltre 660 dipendenti campani della catena Ipercoop Tirreno. Poi: la differenza perduta nell’arretramento di livello sarà restituita con un’una tantum alla fine dell’anno. Ancora: apertura di una procedura di mobilità volontaria.
Infine: blocco della procedura di mobilità con slittamento di un mese. Non si sa ancora da quando, però. Prossimo incontro il 29 luglio, lunedì, sempre in un albergo di Roma. Sono le prime indiscrezioni che trapelano dall’incontro di ieri sera tra le cooperative emiliane della grande distribuzione, Estense e Adriatica, e le segreterie nazionali dei sindacati di categoria del commercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Secondo quanto emerso finora le coop emiliane sarebbero pronte a sopraggiungere in soccorso dei cinque negozi campani di proprietà della coop toscana Unicoop Tirreno, costituendo una società a carattere paritario in grado di gestire i tre ipermercati di Afragola,
Quarto e Avellino e i due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere. Ma il salvataggio sarà pagato al prezzo di notevoli sacrifici da parte della maestranze. Che comunque, almeno stando alle indiscrezioni, non rischierebbero più il licenziamento perché ai tagli specifici subentrerà la riduzione generalizzata del costo del lavoro. C’è infatti una procedura di mobilità per 250 addetti, quasi tutti dipendenti dell’ipermercato di Afragola, per il momento destinato alla chiusura, a partire dal prossimo 8 agosto, data di scadenza del provvedimento. Intanto l’Usb, l’Unione dei sindacati di base, contesta le modalità di confronto sindacale finora attuate.
“Apprezziamo il principio di equità del sacrificio per tutti i lavoratori – si legge in un comunicato – ma come coordinamento Usb della Campania non comprendiamo l’atteggiamento delle cooperative di non accettare il confronto con noi, nonostante l’Unione dei sindacati di base sia stata artefice del respingimento dell’imprenditore privato, che voleva acquisire la catena regionale Ipercoop, e visto che ci siamo battuti per favorire l’arrivo delle coop emiliane, opponendoci anche agli scioperi contro di esse”.






