Paesi del vesuviano in ginocchio: a Sant’Anastasia crollano diversi alberi e volano segnaletiche stradali; a Portici danneggiato l’orto botanico e sventrato un appartamento. Fotogallery
Devastanti gli effetti dei nubifragi e temporali di ieri, lunedì 16 giugno, che hanno procurato ovunque notevoli danni e disagi.
A Sant’Anastasia nel quartiere periferico Ponte di Ferro-Starza diverse abitazioni sono state oggetto di infiltrazioni ed allagamenti ma non se l’è passata meglio il centro della cittadina vesuviana. In piazza IV Novembre si è sradicato un pino che si è abbattuto sul monumento ai caduti delle due guerre mondiali e per fortuna si sono registrati danni solo alla recinzione dell’opera scultorea. Scempio di alberi anche in piazza Cattaneo, dove è volata via la guaina impermeabilizzata del tetto della Stazione della circumvesuviana, caduta in piazza senza arrecare danni a cose o persone.
Danneggiate in maniera lieve, inoltre, due auto in una traversa di via Emilio Merone mentre in via Casamiranda si sono staccate alcune tabelle segnaletiche. Nel corso della giornata, Carabinieri, Vigili Urbani, i volontari del Nucleo Comunale Protezione Civile e dell’AVIS sono intervenuti per la messa in sicurezza delle strade e garantire il normale deflusso del traffico cittadino, nonostante la chiusura temporanea di qualche tratto stradale.
Preoccupante la situazioni a Portici: la bufera ha sventrato un palazzo di traversa Longobardi e molte auto sono state colpite in maniera seria dalla caduta degli alberi. Una parte dell’Orto Botanico è stato distrutto dalla furia del vento e della pioggia e molte delle specie botaniche provenienti da tutto il mondo sono perdute; sono state sospese per questo martedì 17 giugno le attività didattiche dell’Università di Agraria e resterà chiusa al pubblico anche Villa Savonarola, sede della Biblioteca e di diversi ufficiali comunali, in attesa di autorizzazione per l’agibilità.
Per le operazioni di soccorso sono intervenuti tutti i volontari della Polizia locale e della Protezione Civile che hanno lavorato di concerto per fronteggiare la calamità, seppure con pochi mezzi a disposizione e non senza difficoltà.






