Habemus papam: Franciscum

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Eletto il successore di Pietro che guiderà la Chiesa cattolica: Jorge Mario Bergoglio, un papa, che prima di dare lui la benedizione, chiede al popolo di benedirlo.

 Finalmente Papa Francesco. L’ho sempre sognato, sperato. Ma quasi non ci credevo più. Devo confessare che mercoledì sera ho pianto di gioia. Sentire che un papa ha scelto un nome rivoluzionario, Francesco, mi ha fatto rabbrividire di vera letizia francescana.

S. Francesco è il santo della mia vita. Un gesuita, poi, che prende il nome di Francesco. Rivoluzione nella rivoluzione. Ancora una volta lo Spirito, vera guida della Chiesa, ha spiazzato tutti. Come sempre. Egli soffia come, quanto e quando vuole. E stavolta ha “soffiato” davvero bene. I cardinali, allontanando ogni calcolo politico o diplomatico, ogni ragionamento all’insegna del potere, hanno davvero scelto un “uomo di Dio”. E il mondo ha già capito. Anche senza conoscerlo, già ama questo papa, gli vuole già veramente bene. Sono bastate le sue prime parole, i suoi silenzi, la sua umiltà, i suoi gesti, per conquistare davvero tutti, anche i più scettici. Ha cominciato il suo brave discorso, a braccio, dicendo “buonasera”.

Come si dice agli amici, ai fratelli, alle persone cui si vuole bene. La preghiera, poi, per Benedetto XVI ha riscaldato gli animi. E’ doveroso ricordare un papa, che, anche se ha rinunciato, comunque ha guidato la Barca di Pietro nella tempesta, per otto anni. Ha parlato poi di “fratellanza, di amore, di fiducia tra noi”. Ma devo confessare che il gesto che più mi ha commosso è stato quando ha chiesto per lui, al popolo santo di Dio, la preghiera e la benedizione del Signore. Un silenzio intenso di luce, di speranza, di amore, di preghiera, di condivisione, ha invaso Piazza S. Pietro. Un papa, che prima di dare lui la benedizione, chiede al popolo di benedirlo. Questa è rivoluzione vera. E’ lo Spirito Santo che ha agito.

Anche la semplicità del vestire è stato un segno, una testimonianza di povertà. Senza i paramenti lussuosi, con una semplice croce pettorale non dorata. Il suo programma, senza ancora dirlo, è Francesco. Tutti abbiamo nostalgia di pace, semplicità, di purezza, di fratellanza, di umiltà, di povertà. Questo è stato Francesco. Un santo che più degli altri ha rappresentato l’ideale della purezza evangelica e di vivere le beatitudini lontano dalle seduzioni del potere e della gloria terrena. E questo papa ha tutte le qualità per vivere questi valori, farli vivere alla “sua” chiesa e invitare il mondo intero a praticarli, per raggiungere la pace. Nel 1209 Francesco si reca, coraggiosamente, a Roma, per chiedere personalmente a papa Innocenzo III una autorizzazione scritta che approvasse la sua Regola. E Innocenzo III fece il sogno che fosse proprio Francesco, vestito di un semplice saio, a “riparare” la casa di Dio, la Chiesa.

Io credo seriamente che lo Spirito, in questo momento bello, ma, nello stesso tempo, drammatico, della sua storia, abbia mandato papa Francesco per “riparare” la Sua Chiesa. E’ tempo che la Chiesa non si interessi solo dei poveri, ma sia essa stessa povera: nella liturgia, nelle sue strutture, lontana dalla sete di potere e dalla corruzione. E’ tempo che la Chiesa ritorni a Giovanni XIII, al discorso alla luna, alle aperture del Concilio vaticano II, che devono diventare realtà nella Chiesa. A me pare che papa Francesco sia veramente la guida giusta (il vescovo-pastore) e concreta a contatto con i problemi reali della gente reale. Il divario, insomma, Palazzo-strada, mi sembra si stia colmando o restringendo. Papa Francesco è un gesuita.

E’ stato amico di Martini. Credo fermamente che dal cielo il cardinale di Milano stia godendo di vedere finalmente che, la Chiesa che sognava, ha un vero pastore che può realmente colmare quella distanza tra la Chiesa e il mondo (“la Chiesa è rimasta indietro di 200 anni”). E’ già arrivata la primavera nella Chiesa, una speranza per il mondo. Mi auguro che anche il mondo della politica, a livello mondiale, e soprattutto quello italiano, segua l’esempio della Chiesa per un vero rinnovamento a servizio dei più deboli e del bene comune.
(Fonte foto: Rete Internet)

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