L’adozione consiste in un patto reciproco, in cui ci si adotta a vicenda. Quali sono le dinamiche psicologiche dei genitori adottivi?
La scelta di adottare un bambino viene generalmente posta da parte di coppie che hanno ricevuto una diagnosi di infertilità. Si tratta quindi di due persone che hanno già affrontato una situazione di perdita e di lutto estremamente dolorosa. Inoltre con l’introduzione di nuove tecnologie nel campo della procreazione, accade spesso che le coppie che arrivano a far domanda di adozione, oltre ad aver vissuto il lutto della non-generatività, si trovano ad aver subito ulteriori perdite dovute ai tentativi di procreazione assistita che si sono però rivelati fallimentari. Generalmente è a partire da questi vissuti che la coppia decide di intraprendere il percorso dell’adozione. È importante valutare però che la scelta adottiva non rappresenti un ultima spiaggia e che la coppia sia riuscita in qualche modo a superare i propri disagi psichici.
Questo è importante nella misura in cui il bambino non deve rappresentare per i neo-genitori la medicina giusta per lenire ferite ancora aperte e per evitare che i due proiettino sul bambino le loro insicurezze e frustrazioni e le loro richieste affettive. È naturale che, così come accade ai genitori naturali, anche quelli adottivi iniziano a prefigurare nella propria mente l’immagine del figlio che li aspetta. Tuttavia, diversamente dai genitori biologici che si pongono domande del tipo: “A chi somiglierà? Avrà i miei occhi? E il carattere?”, nel caso della coppia adottante queste assumeranno una forma diversa. I genitori adottanti, generalmente, si chiedono: “Chi saranno stati i genitori biologici? Erediterà qualcosa da loro? È giusto che il bambino sappia la verità sulla sua storia?”.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, occorre subito chiarire che c’è stata una buona convergenza tra l’istanza giuridica e quella psicologica, poichè la legge prevede che i genitori rivelino al bambino la verità. È corretto e doveroso da parte della coppia adottante comunicare con un linguaggio appropriato all’età del bambino e alla sua crescita, che è nato dall’amore di due persone che l’hanno desiderato e che poi hanno voluto accoglierlo. Spesso capita che i genitori trovino molta difficoltà e provino estremo timore ad affrontare tale argomento con il figlio. Questa paura può essere imputabile a svariati motivi: l’angoscia di perdere l’affetto e la fiducia del figlio, evitare di causargli un trauma che potrà poi avere ripercussioni sul suo benessere psicologico e sulla sua vita sociale e relazionale.
Eppure, il ragazzo ha il diritto, il bisogno e l’esigenza di sapere la verità sulle sue origini. Come si dice spesso, diventare genitori è uno delle fasi più belle ma anche più difficili nella vita di una coppia. Quest’affermazione è ancor più vera nel caso di una coppia adottante. Ecco perchè durante il lungo percorso dell’adozione, la coppia adottante viene seguita dal punto di vista psicologico per esplorare le dinamiche profonde alla base della scelta adottiva. I due coniugi vengono inoltre affiancati, da persone esperte, durante tutto il cammino che li porterà a “diventare genitori” affinchè acquisiscano una maggiore consapevolezza e preparazione per affrontare i cambiamenti conseguenti all’arrivo di un figlio adottivo.
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